«Troppi giornalisti non si può lavorare»

Sono molti i giornalisti, gli operatori tv e i fotografi che seguono l’assemblea nazionale del Pd, si aggirano tutti tra le file di sedie che accolgono gli oltre 1.200 delegati e Massimo D’Alema mostra di non gradire l’organizzazione della giornata. Davanti alla prima fila, quella in cui siedono tutti i «big», c’è un continuo via-vai di cronisti, telecamere e fotografi, una sorta di «barriera umana» che rende complicato, per chi è seduto, seguire i lavori dell’assemblea. Quando è il momento del voto e vengono alzate le deleghe per dire sì o no all’elezione del segretario qualcuno si lamenta. «Come si fa a contare le deleghe in questa situazione?», borbotta Morando, che sosteneva la tesi di convocare le primarie per il 19 aprile. Poco più in là c’è l’ex premier D’Alema, mai troppo tenero con i giornalisti, che gli fa eco: «Ma come si fa a lavorare così?! Tutti in piedi, pieno di gente... Ci voleva una sala col circuito chiuso per far seguire i lavori».