«Troppi gli imprudenti al timone L’uomo maggior pericolo in mare»

Lo scarso rispetto delle regole in acqua è il principale rischio per i sub e i bagnanti

da Milano

Gli italiani in vacanza preferiscono il mare. Le spiagge della Penisola sono già affollate di bagnanti, che con l'esodo di agosto aumenteranno ulteriormente. Una circostanza che, come ogni anno, suggerisce di affrontare il rapporto uomo-mare con prudenza.
Sotto il pelo dell'acqua, infatti, possono nascondersi numerose insidie, che per fortuna nella maggior parte dei casi si traducono al massimo in un brutto ricordo. Ma che in qualche circostanza possono trasformarsi in tragedia. «Nel mare - spiega l'etologo Enrico Alleva, dell'Istituto superiore di sanità - vivono numerose specie animali che possono dare noia ai bagnanti: tracine, meduse e anche squali. Anche se - aggiunge - il maggior pericolo per l'uomo resta il suo simile, o i comportamenti sbagliati in acqua».
«Primo fra tutti - dice Alleva - lo scarso rispetto delle regole in mare. A sub, amanti dei fondali e ai semplici bagnanti devono fare più paura le eliche dei motoscafi che sfrecciano a tutta velocità o a poca distanza dalla battigia. Stesso discorso per gli inesperti conducenti degli acquascooter. E poi a creare situazioni pericolose possono essere anche gli stessi vacanzieri che si immergono con collanine, braccialetti o cordicelle che possono finire impigliati agli scogli, con il rischi di affogare». Ma la letteratura estiva e le pagine dei quotidiani si arricchiscono di tutto un campionario di incontri tra uomini e animali marini. Meglio allora fare il punto sulle specie più pericolose, fornendo qualche semplice regola per evitare brutte sorprese.