«Troppi incidenti, discoteche spente alle due»

Avvertenza per il popolo della notte: alle due suonerà la «ritirata». Sì, avete letto bene: la vostra discoteca preferita, quella tanto chic and glamour, chiuderà non oltre le due. Stop anticipato ai decibel, al consumo eccessivo di alcol e, quindi, ritorno a casa, magari senza il rischio di «ritiro patente». Misura che declina il divertimento con la sicurezza.
Proposta firmata dalla Regione Lombardia, «nel quadro delle iniziative già avviate per ridurre l’incidentalità sulle strade». Il consiglio regionale ne discuterà in autunno, ma nella seduta dello scorso 25 luglio è stato già approvato all’unanimità un ordine del giorno presentato dall’opposizione dove - affrontando il tema del valore dell’educazione nel campo della sicurezza stradale - ci si «impegna a favorire atti che prevedano consistenti e sistematici interventi di natura preventiva e post-incidenti e atti amministrativi conseguenti».
Slang burocratese che preannuncia dunque la proposta di introdurre l’ora legale nelle 450 discoteche spalmate sul territorio lombarde (su 3.500 in tutt’Italia), dove sono quasi cinquemila gli addetti ai lavori. Scelta dettata esclusivamente dall’interesse dei ragazzi e accompagnata dai dati Istat, «nell’ultimo decennio, nella nostra Regione si sono contati 13mila morti per incidenti, trentamila invalidi gravi, 240mila ricoveri e due milioni di accessi al pronto soccorso». E, attenzione, la fascia d’età più colpita è quella che «va dai 25 ai 29 anni con, nel 2005, qualcosa come 638 morti e 58mila persone ferite».
Numeri spietati con relativi costi sociali (73.631 euro per un ferito) che spingono quindi l’assessore lombardo alla Sicurezza, Massimo Ponzoni, a sostenere la proposta di anticipare l’orario di chiusura «ma anche di apertura delle discoteche, com’era un tempo». «Accorciare la notte salva la vita - spiega l’assessore -. Con questa modifica dell’orario di chiusura vorremmo educare i ragazzi a comprendere che è meglio tornare a casa sani, quando c’è ancora maggiore capacità di riflessi, anziché alle 5 quando ormai la notte è passata e con essa anche le capacità reattive». Come dire: «Ci si può divertire ma in sicurezza e ai ragazzi va continuamente spiegato, non solo con forme repressive, ma soprattutto ragionando con loro, ovvero rendendoli partecipi».
Provvedimento della Regione Lombardia (che, naturalmente, non ha alcuna natura né bigotta né antiproibizionista) destinato, senza forse, a fare discutere, mentre già la scelta di affrontare la questione è applaudita dalla società medici di emergenza: «L’aspettavamo da anni e porterà a buoni risultati». Giudizio fatto proprio pure dai sindacati della polizia municipale, «applicare l’“ora legale” in discoteca è un argine per quel popolo della notte che, altrimenti, si sfida sulle strade: al volante, non è un mistero, c’è sempre in agguato il colpo di sonno».
E mentre la Regione preannuncia che sul fronte della sicurezza stradale c’è anche un altro strumento operativo a disposizione dal prossimo autunno, «per i quattordicenni al corso di teoria per la guida dei ciclomotori si affiancherà quello della pratica», gli operatori del settore reclamano un confronto con la Regione, «consapevoli che gli incassi dopo le tre non ci sono più».