Troppi incidenti e multe ai ciclisti: «Anche le bici su 80 marciapiedi»

Ottanta marciapiedi «promiscui» in città. Nessuno si scandalizzi: la mozione che i Verdi stanno per presentare in consiglio comunale non c’entra con l’idea di liberalizzare la prostituzione nelle vie. Il capogruppo Maurizio Baruffi intende riaprire la questione ciclisti e sicurezza stradale. «Stiamo parlando di marciapiedi destinati all’uso condiviso fra pedoni e chi si sposta a pedali. Niente di rivoluzionario, è una possibilità disciplinata dal Codice della Strada e dal relativo regolamento (art. 122, ndr): piste ciclabili contigue ai percorsi pedonali, con opportuna segnaletica orizzontale e verticale. Pochissima spesa, altissima resa».
Meno di due settimane fa la bufera sul «giro di vite» annunciato dall’amministrazione, con l’obiettivo di punire i pedalatori indisciplinati. «Basta bici sui marciapiedi - si era detto -. D’ora in poi, tolleranza zero nei confronti di chi sfreccia a velocità scriteriata mettendo a repentaglio i passanti». Ordine trasformatosi gradatamente in avviso, e quindi in «un appello al buon senso». Perché - fanno sapere al Comando dei vigili di piazza Beccaria - i verbali finora staccati ai ciclisti da «volata urbana» si conterebbero al massimo sulle dita di una mano, mentre sono circa 500 le multe comminate ogni anno ai ciclisti per infrazioni generiche. Per Baruffi sono altri i numeri che devono preoccupare: 28 vittime sui pedali nel 2006, già 8 quest’anno, quasi 1.800 i feriti. «Come affrontiamo davvero il problema della sicurezza stradale? Quali strategie il Comune mette in campo per fronteggiare l'inquinamento da polveri sottili? Multando i ciclisti, sembra la risposta. O mettendo una targa alle bici per non farle sfuggire all’occhio delle telecamere» -, fa notare il Verde -. Ma per evitare di alimentare un’insensata “guerra fra poveri”, e cioè fra ciclisti e pedoni, è bene ricordare che il Codice deve essere rispettato anche quando prescrive di portare il veicolo a mano quando è di intralcio o crea pericolo per chi gira a piedi». Ad ogni modo, un dossier sulle 80 strade «a rischio» è stato di nuovo consegnato agli uffici dell’assessorato alla Mobilità (dove, dice Baruffi, giace in un cassetto già dal 2004), elaborata con gli Amici della Bicicletta di Palazzo Marino, il Politecnico di Milano e Ciclobby. Con tanto di sit-in, domani alle 18, sotto la finestra del sindaco. Conseguenza: se le richieste dovessero trovare risposta positiva, si partirebbe coi lavori «in tempi rapidi». Interessati sin da subito alla «rivoluzione dei marciapiedi» 17 tratti metropolitani: da Porta Vittoria-largo Augusto a via Vittor Pisani, da viale Papiniano passando per il perimetro di S. Vittore a Porta Vercellina, da via Sarfatti-Castelbarco a foro Bonaparte-Cadorna; zone periferiche incluse, da viale Famagosta a viale Ortles, oppure viale Corsica e sino in fondo a via Lorenteggio.