Troppi investimenti, troppe novità Il mercato dice stop

Il mercato dei giochi continua a macinare fatturato, alla fine del 2009 si attesterà sui 52-53 miliardi, 5-6 in più rispetto al 2008. Dall’avvio delle scommesse sportive nel lontano giugno 1998, il trend è stato positivo e ha resistito alla recessione mondiale che, a dispetto di quanto si dica, è ancora viva e vegeta. I timidi segnali di risveglio non compensano gli innumerevoli posti di lavoro persi con la chiusura di tante aziende. Il comparto continua a fare affari, ma sarebbe ora di chiedersi «fino a quando?». È vero che la gente tenta la fortuna proprio nei momenti bui. Ma è altrettanto vero che la capacità di spesa s’è ridotta di un buon 20-30% in Italia come all’estero. Se a questa considerazione sommiamo la tensione finanziaria delle aziende che, scriviamolo pure, faticano a raccogliere tutte le sfide del mercato, ci rendiamo conto di come questo settore abbia bisogno di consolidarsi piuttosto che di navigare oltre le colonne del mondo conosciuto. Sarebbe quindi ragionevole porsi attorno a un tavolo per capire quali saranno le prospettive di un mercato dalla lettura complessa. Quanto si rendono conto, per esempio, che il 70% della raccolta torna ai clienti sotto forma di vincita?
È arrivato il momento del ripensamento, ha scritto con ragionevolezza Daniele Martini in un articolo pubblicato da Agicos. Il Giornale lo aveva anticipato a fine luglio lanciando l’allarme proprio sugli enormi investimenti chiesti in pochi mesi ai concessionari. All’incirca 2 miliardi fra Vlt, Gratta e Vinci e Newslot. Per inciso la battuta d’arresto sul bando del Gratta e Vinci, da rifare o rivedere, lo dovremmo sapere entro un paio di settimane, sta creando qualche problema in seno al ministero dell’economia che su quegli 800 milioni della Lottomatica aveva già fatto affidamento. Ma questo è un discorso diverso da quello che coinvolge un mercato in continua espansione, sui fronti più diversi e con rischi di cannibalismo. Vedi la sfida, finora combattuta a suon di piani pubblicitari, fra Lotto, SuperEnalotto, Win for life, 10 e Lotto. Molti giocatori non ne conoscono i regolamenti. Per non parlare del poker on line e del bingo on line. Troppe innovazioni, troppi investimenti.
Dati alla mano, le aziende del settore, da quelle di vecchia data a quelle di nuova concezione, non possono correre dietro a ogni novità o essere presenti su tutti i fronti. È arrivato il momento della specializzazione. A suo tempo Maurizio Ughi, presidente di Snai SpA, fece presente che in questo periodo storico un’azienda non può richiedere la luna alle banche, ma al massimo un aiuto pari a 3 volte l’Ebitda, cioè il fatturato al netto di costi industriali e imposte.