Troppi ipermercati, la Regione dice basta

Il primo firmatario Nicoli Cristiani: «Così si potrà pianificare la crescita della piccola, media e grande distribuzione in modo più omogeneo. Per ritrovare un equilibrio che non c’è più». Per ora via libera solo ai supermarket in zone con un’alta domanda o in quartieri da riqualificare

Marcello Chirico

Tempo scaduto per l’apertura di nuovi ipermercati in Lombardia. Da domattina, e fino al 31 marzo 2006, scatterà infatti la moratoria regionale che bloccherà temporaneamente il rilascio delle autorizzazioni per l’apertura di nuovi centri commerciali superiori ai 2.500 metri quadri. A meno che, le richieste, non rientrino in una casistica ristrettissima che, di fatto, limita al massimo le possibili concessioni.
La delibera, firmata dall’assessore al commercio Franco Nicoli Cristiani, è stata già licenziata dalla giunta lombarda e fra 24 ore verrà pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del Pirellone, diventando così immediatamente esecutiva (la delibera di giunta, infatti, non necessita dell’approvazione del consiglio).
Un giro di vite che era nell’aria e sul quale in Regione ci si stava già lavorando alacremente da un paio di mesi, nonostante permanga ancora una netta divisione all’interno della stessa Cdl tra i fautori della grande distribuzione e chi la ritenga, invece, il nemico da battere per la sopravvivenza del piccolo commercio. Nicoli appartiene, per sua stessa ammissione, a quest’ultima parte, decidendo così di mettere in atto da subito la politica del pugno di ferro: «Ritengo - spiega - che un intervento della Regione fosse necessario per mettere un freno e dare ordine ad un settore che ha ormai superato abbondantemente i limiti imposti dal vecchio piano triennale 2003-05». Quello con cui il Pirellone aveva tentato di programmare lo sviluppo della grande distribuzione, ma che - secondo le cifre in mano a Nicoli - ha prodotto risultati non del tutto soddisfacenti, se è vero che in molte provincie (Milano in testa) il numero di licenze non si è limitato a crescere, ma è addirittura andato oltre quel 50% di surplus consentito dal regolamento regionale.
«Adesso avremo finalmente nove mesi di tranquillità - assicura ancora Nicoli - nei quali sarà molto difficile permettere l’insediamento sul territorio di nuovi ipermercati e poter così pianificare con calma la crescita della piccola, media e grande distribuzione in maniera omogenea. Perché quello che serve, al momento, è ritrovare quell’equilibrio che non c’è più».
Il primo obiettivo sarà la realizzazione del nuovo programma triennale 2006-08 per lo sviluppo del settore commerciale, che avverrà entro il 31 marzo del prossimo anno (quando appunto terminerà la moratoria regionale). Fino a quel giorno, i nuovi insediamenti potranno ottenere il via libera soltanto se: siano allocati in aree dove la struttura dell’offerta risulta ancora deficitaria rispetto alla domanda della popolazione residente, con riferimento al fatturato di tutti i punti vendita e in rapporto alla capacità di spesa del bacino d’utenza di riferimento; nei comuni dove la somma dei residenti e degli occupati sia equivalente o superiore alla superficie di vendita richiesta; rappresentino un saldo positivo nell’evoluzione degli esercizi di vicinato rispetto all’andamento medio provinciale del triennio 2001-04; abbiano una particolare attenzione agli aspetti ambientali e paesaggistici del territorio; siano finalizzati alla riqualificazione di aree dismesse o abbandonate; si qualifichino per l’elevato profilo qualitativo dal punto di vista architettonico. Sei prescrizioni che sono il sinonimo di un unico concetto: quello, appunto, della moratoria.