"Troppi irregolari scarcerati. E il governo chiude i Cpt"

L’ex sottosegretario all’Interno: "Nella Finanziaria 40 milioni in meno per arginare l’immigrazione"

Roma - Il sospetto è che su oltre 10mila stranieri liberati dalle carceri con l’indulto nell’ultimo anno, la «maggior parte irregolari», come hanno rilevato diverse ricerche, tra le quali quella dell’associazione Antigone, soltanto «alcune centinaia» siano stati riaccompagnati alla frontiera. Gli altri sono liberi e clandestini, tanto che oltre il 15% è rientrato in carcere dopo l’indulto per altri crimini. Sospetto, senza cifre ufficiali. Ma fondato, secondo l’ex sottosegretario all’Interno, Alfredo Mantovano, senatore di Alleanza Nazionale.

Senatore Mantovano, avete chiesto dati certi al ministro Amato sulla sorte dei clandestini liberati con l’indulto?
«Da un anno chiediamo un rapporto completo sull’indulto e sulle ricadute in termini di criminalità, ma dal ministro Amato non è mai arrivato. Chiediamo anche cifre esatte sul numero di clandestini liberati e poi rimpatriati. Quando uno straniero esce dal carcere ed è clandestino, o viene immediatamente espulso qualora sia nota la sua identità, oppure viene avviato in un centro di permanenza temporanea. Subito dopo l’approvazione dell’indulto il sottosegretario alla Giustizia Manconi dichiarò che nessuno vuole inseguire i clandestini stranieri, e, disse, “noi non li spediremo nei cpt”. L’impressione è che i dati confermino i propositi del sottosegretario».

Cosa le fa pensare che una grande parte dei 10mila stranieri sia stato rimesso in libertà benché non regolare?
«È un dato che si ricava facilmente dall’ultimo rapporto presentato dal ministro Amato alle Camere, riferito al primo trimestre del 2007. Da gennaio a marzo gli stranieri transitati nei cpt sono stati 1.799, quelli espulsi 724. Sono cifre che, se proiettate sull’arco dei dodici mesi, sono inferiori di oltre la metà rispetto agli anni passati, nonostante l’indulto: nel 2005, per esempio, dai cpt erano transitati 16.055 stranieri e gli espulsi erano stati 11.081. Ritengo dunque che sui 10.200 extracomunitari fatti uscire dalle carceri, ne siano stati riaccompagnati alla frontiera solo poche centinaia. Stranieri irregolari condannati anche per reati gravi e liberati circolano tranquillamente».

Lei ritiene quindi che nella maggior parte dei casi sia stato consegnato un semplice foglio di via?
«Il 24 aprile scorso Amato ha disposto la chiusura di tre cpt: quelli di Ragusa, Brindisi e Crotone. È chiaro che se chiudono i centri di permanenza temporanea, aumentano le espulsioni con intimazione per i clandestini, senza il passaggio dal cpt, il che vuol dire che gli irregolari rimangono nel nostro Paese».

Ha registrato malumori tra le forze dell’ordine?
«L’impressione è che le forze di polizia stiano facendo un lavoro a vuoto. Se intercettano un clandestino uscito dal carcere e irregolare non sanno in quale cpt mandarlo perché i centri sono sempre pieni. A questo aggiungiamo che una buona parte delle vetture sono nelle autorimesse perché mancano i soldi per ripararle e le altre hanno difficoltà a circolare perché mancano i soldi per la benzina. La Finanziaria del 2007 ha stanziato 40 milioni in meno per la manutenzione e il carburante dei mezzi. Un massiccio riaccompagnamento alla frontiera dei clandestini liberi dopo l’indulto avrebbe implicato anche un aumento di dotazioni finanziarie per le forze di polizia, ma questi fondi non sono stati previsti».

Cosa chiedete ad Amato, dopo i dati sui clandestini liberi?
«A un anno di distanza il ministro dell’Interno non è mai venuto in Parlamento per dirci come intende gestire questa massa di oltre 26mila delinquenti, 42mila con chi godeva di misure alternative, rimessi in libertà prima del tempo. Ci deve dire quale aumento hanno avuto reati come furti e rapine in questo anno e pensare a un serio piano di prevenzione».