Troppi litigi e l’Armani affonda

Il tecnico Lardo isolato e difeso dai tifosi. Galliani vorrebbe Peterson ma patron Corbelli non gradisce il grande ex. Intanto, l’Olimpia è solo 8ª in campionato

Oscar Eleni

Divertito, ma anche stupito. Massimo Moratti, per la prima volta al Forum, tenendo compagnia al nipote Angelo che con questa Armani comincia a soffrire quasi come capita a lui con l’Inter, ha scoperto la vivacità del basket, l’Olimpia a rotoli, sotto di 18 punti, poi in piena anarchia di gioco, affidandosi allo scomunicato Vukcevic, in rimonta fino al supplementare. Nella notte delle streghe, dove la Milano del basket ha scoperto di avere già le scarpe rotte per camminare in Europa, lo stupore del proprietario interista è facilmente comprensibile: alla fine di una partita piena di contraddizioni la gente ha protestato con il presidente Corbelli, che gonfiava il torace spiegando ai carabinieri che lui aveva già vissuto certe scene a Napoli; se l’è presa con il manager Gino Natali, accusato dai fedelissimi di Lardo, quelli che vanno dietro alla panchina con lo striscione da far inquadrare in tv, di aver scaricato l’allenatore.
La realtà è che presidente e direttore operativo, se potessero, avrebbero già chiuso il rapporto con il tecnico che l’anno scorso arrivò alla finale scudetto. Un capro espiatorio serve sempre. In realtà hanno sbagliato tutti, incapaci di comprendere l’evoluzione di un gruppo intorno al quale si sono alleati in tanti, ma con il vizietto della parolina in più, per cui a molti è sembrato anche che Lardo non avesse la statura per reggere la grande squadra. I tifosi che con l’allenatore hanno rapporti stretti, che con lui vanno volentieri a cena, non la pensano così. Di certo giovedì prossimo, anche in base al risultato di domenica contro Varese al Forum, il consiglio prenderà una decisione. Quando piove, dice un tipo noioso, poi grandina. In squadra c’è il serpentello del si salvi chi può, di chi, come Vukcevic, si sente trattato male, di chi, come Cavaliero, sa di essere già candidato ad andarsene perché proprio ieri l’Olimpia ha firmato un contratto con Alejandro Montecchia, argentino di passaporto italiano, un veterano del 1972 che aveva deciso di smettere. Poi c’è Shumpert che zoppica in ogni senso e, dopo il colpo al quadricipite contro i lituani, dovrà stare fermo, probabilmente fuori gioco per la partita di domenica dove non ci sarà neppure il nuovo acquisto Grant per problemi di visto.
Come si vede una situazione confusa dove tutti danno la colpa a qualche altro, per il reclutamento di certi giocatori ieri e oggi, per i ritardi nei tesseramenti a causa delle feste. Non era così che Milano pensava di trovare la sua Olimpia nell’era del benessere, con tanti sponsor, tanti amici. Ora la gente spera che non si rompa tutto per la lite su Lardo e sul probabile sostituto. Galliani vorrebbe Peterson che è supercarico e pronto a tornare, Corbelli, invece, non vuole nessuno che ricordi la vecchia Olimpia, non lo capirebbero, ne ha motivo, punta più sulla linea slava, tipo il Subotic retrocesso l’anno scorso con Jesi o Sakota, ammesso che ci sia ancora in giro gente libera a parte Djordjevic.
In questa poltiglia ci sarebbe da pensare al campionato, a tenersi almeno l’ottavo posto, respingendo Biella che andrà a trovare la prossima settimana, facendo fuori Varese o Udine che stanno con l’Armani a quota 16. Proprio contro la Whirlpool di Magnano gira la stagione Olimpia e l’ultima di andata in casa contro Roma potrebbero far pulire un po’ il pollaio. Certo la squadra che ha subito il 19-0 dal Vilnius non sembra avere i nervi saldi. La gente si chiede perché non puntare su quelli dell’anno scorso, lasciando a meditare i nuovi. Certo manca Djordjevic, manca un Blair decente, mancano tante cose e i salti di Singleton. Per aiutare i lanzi di Lardo andrebbe bene anche il silenzio ed una prima fila di nuovo affollata e non vuota come quella di mercoledì notte.