«Troppi medici precari situazione insostenibile»

«All’Umberto I ci sono ben 300 dirigenti medici che aspettano di essere stabilizzati da tredici anni»

Trecento dirigenti medici precari che non vengono stabilizzati da tredici anni, deficit sanitari che toccano cifre sempre più alte e sulle quali manca l’individuazione di soluzioni importanti, l’Azienda regionale per l’emergenza sanitaria (Ares 118) ancora senza direttore generale. È questa la situazione della sanità regionale da quanto è emerso nella conferenza stampa indetta ieri da Stefano De Lillo (Forza Italia), vicepresidente della Commissione regionale Sanità, all’indomani dall’approvazione della Finanziaria regionale 2008. «Con la Finanziaria abbiamo ottenuto l’abolizione del calcolo della prima casa delle rette da pagare per le residenze sanitarie assistenziali, è stato approvato il nostro emendamento sul taglio di 2 milioni di euro sulle consulenze non sanitarie delle Asl, ma molti sono i problemi rimasti sul tappeto. Il nostro emendamento sulla stabilizzazione dei precari sanitari è stato bocciato, eppure al Policlinico Umberto I vi sono ben 300 dirigenti medici precari. Di questi 160 assunti a tempo determinato, benché abbiano vinto concorsi pubblici, indetti sulla Gazzetta ufficiale, altri 120 con contratti a progetto o Co.co.co. Dirigenti medici di alto profilo, eccellenze, che lavorano per la gran parte in emergenze, dalla terapia intensiva pediatrica alla chirurgia, alla cardiochirurgia alla radioterapia, nel pronto soccorso. Ogni volta l’enigma del rinnovo del contratto». «Alcuni vivono in questa situazione da tredici anni, i più giovani da cinque - ha sottolineato una dottoressa, radioterapista oncologica dell’Istituto di Ematologia dell’Umberto I -. Ho vinto il concorso pubblico nel 1999, arrivando prima, ma da 13 anni sono assunta con la legge 368. Prendo appuntamenti per il prossimo anno ma di fatto non so se mi sarà rinnovato il contratto, se starò ancora al Policlinico. I più anziani hanno contratti a tempo determinato, gli altri si devono accontentare di contratti a progetto o Co.co.co. Eppure dal punto di vista economico gravano già sulla Regione, che paga stipendi, ferie, malattie, dunque non si comprende il motivo del non voler dare stabilità a figure professionali che ne hanno diritto». Ma il problema dei precari non è l'unico tassello toccato da De Lillo, che promette di riproporre il problema dell’Umberto I come mozione al consiglio straordinario. I conti della sanità continuano ad andare male. «La previsione del deficit del 2007 è già stimata intorno a 1,7 miliardi. Una cifra altissima se si pensa che la previsione del 2006 era di 1,3 miliardi e poi è si è arrivati a 2,1 miliardi di euro. Quella del 2008, indicata intorno ai 550 milioni, arriverà almeno a 1,8 miliardi. «Per il Policlinico Umberto I, l’assessore Battaglia aveva dichiarato che il deficit 2007 del Umberto I era pari a 80 milioni di euro, eppure è di 130 milioni di euro - ha continuato De Lillo -. A questo punto chiederò in commissione che vengano analizzati i bilanci di ogni singola Asl». Ultimo ma non meno importante il problema del direttore generale dell’Azienda Regionale per l’Emergenza Sanitaria (Ares 118). «Dovrà essere nominato al più presto dal momento che De Salazar, l’ex direttore è stato spostato al Sant’Andrea».