«Troppi nomadi nelle nostre città queste tragedie possono ripetersi»

Il capogruppo del Carroccio al Comune di Milano: «È gente che rifiuta di integrarsi»

da Milano

«A Milano esistono sessanta campi nomadi abusivi. I fatti ci dicono che ciò che è avvenuto nelle Marche potrebbe ripetersi sessanta volte qui». Matteo Salvini, capogruppo della Lega Nord a Palazzo Marino, spiega con i numeri la sua preoccupazione. In città ci sono almeno cinquemila rom abusivi, dei quali «non si sa nulla, vivono nella più completa illegalità». I campi regolari («per i quali il Comune spende già molto») sono otto. L'emergenza potrebbe essere risolta solo riducendo drasticamente le dimensioni degli agglomerati. «Ogni campo - prosegue il rappresentante del Carroccio - dovrebbe contenere al massimo cento persone. Tutte le altre, soprattutto quelle che vivono nelle baracche abusive, dovrebbero andare via. La città non è in grado di ospitare un numero più elevato di nomadi». Salvini non boccia il patto di socialità e legalità, ma, spiega, «al momento è uno strumento valido solo per cento o duecento persone. È giusto che chi vive in Italia legalmente e rispetta le regole che ha sottoscritto possa rimanere. Ma purtroppo, nel caso dei rom, si tratta di una minoranza. Minoranza della quale il Comune di Milano non dovrebbe più farsi carico». Nonostante gli sforzi dell'amministrazione, l'obiettivo dell'integrazione sembra ancora lontano. «Non credo che i patti possano cambiare le cose - conferma -, i nomadi sono un popolo il cui modo di vivere, di educare i figli, di ragionare, mal si concilia con il nostro modello di società». \