Troppi piccioni sporcano? Arruoliamo i falchi

La città è sporca e proliferano i piccioni? In mancanza di meglio arruoliamo i falchi. La proposta arriva dal consigliere comunale della Lista Biasotti Franco De Benedictis che ha scritto al sindaco un’interrogazione urgente dove si legge che siccome «tra le cause determinanti della preoccupante, incontrollata proliferazione di colombi, vi è la molteplicità delle fonti alimentari derivanti dalla carente pulizia che caratterizza la città, dal malinteso spirito animalista di chi improvvidamente li foraggia (permettendo anche agli individui più deboli di sopravvivere e la mancanza di predatori naturali)» e visto che «gli inevitabili effetti negativi del sovraffollamento siano riconducibili ad un degrado igienico ambientale».
De Benedictis cita la «lordura da guano di marciapiedi, facciate, abiti, autoveicoli» e i danni arrecati dai piccioni al patrimonio storico monumentale e soprattutto i rischi sanitari per i cittadini «in quanto - spiega il consigliere biasottiano - il colombo è potenziale vettore di numerosi agenti patogeni, microbici (salmonellosi - ornitosi), virali (pseudopeste aviaria), protozoari (toxoplasmosi), micotici (aspergillosi - cryptococcosi), pericolosi in quanto trasmissibili all'uomo ed in special modo alle fasce di popolazione a rischio quali: bambini, anziani, donne in gravidanza ed immunodepressi in generale».
Così visto che per arginare il dilagare dei piccioni non è stato fatto nulla De Benedictis chiede al sindaco Vincenzi «se, vista l'incapacità dimostrata ad oggi di risolvere il problema, non ritenga opportuno avvalersi della collaborazione di predatori naturali come i falchi che, attraverso la naturale selezione derivante dalla eliminazione degli individui più deboli, malati e vecchi, provvedano ad un urgente riequilibrio ecocompatibile, e che peraltro potrebbero costituire una attrattiva a costo zero sicuramente più significativa di tante profumatamente pagate dalla civica Amministrazione».
In alternativa resta sempre l’ipotesi guano medicato con la «pillola anticoncezionale». Che per il momento o non è stata somministrato e non è servito.