«Troppi progetti in sospeso qui mancano anche le scuole»

Pietro Viola: «Sono cinque anni che aspettiamo un centro diurno per anziani»

La lista dei progetti «in sospeso» è lunga. Pietro Viola (An), presidente del consiglio di zona 3 dal ’98 a un mese fa, e in pole position per la riconferma, a fine febbraio ha incontrato l’allora candidata sindaco Letizia Moratti. E le ha illustrato una sintesi delle questioni per cui i residenti di Venezia-Città Studi-Lambrate attendono ancora una risposta. «Qualcuna è grande, la maggior parte sono piccolissimi problemi che però rendono la vita difficile a chi vive nei quartieri».
Partendo dai più grossi?
«Certamente il piano di riqualificazione per Rubattino: la prima fase, con la costruzione dei palazzi residenziali e la piazza, è terminata. Ma il secondo lotto è ancora sospeso e i residenti non possono più attendere. Sull’area dell’ex Maserati ci sono grandi progetti ma rimangono ancora sulla carta, e nel frattempo facciamo i conti con i capannoni dismessi che vengono occupati da rom. Aspettiamo la trasformazione dell’ex catena di montaggio in servizi, terziario, verde».
Poi?
«La questione del soprasuolo di via Benedetto Marcello. Il parcheggio sotterraneo è quasi finito, ma in superficie rimane un punto di domanda: non si vuol trasferire il mercato, ma andrebbe ripristinato il verde e il campo giochi per i bimbi».
Un progetto in sospeso per i giovani di zona 3?
«L’ex centro giovani di via Boves è stato abbattuto perché conteneva amianto, ora l’area è stata bonificata ma rimane un prato. Si costruisca un asilo nido o una materna, visto che la zona ne ha bisogno. E visto che non c’è più, si crei un centro di aggregazione per i giovani, anche su un altro spazio».
Per gli anziani invece?
«Nel 2001 abbiamo ceduto la sede del consiglio di zona di via Boscovich 48 ai Servizi sociali del Comune perché ne facesse un centro diurno per gli anziani. Cinque anni dopo, però, non esiste ancora».
Capitolo sicurezza?
«In via Benedetto Marcello abbiamo un problema di microcriminalità diffusa, ma l’area più degradata è via Rizzoli: sembra di essere a Kabul, è totalmente priva di servizi. La domanda di sicurezza però parte dai piccolissimi casi. Si prenda piazza Piola: nel parterre centrale è stata creata una bella area per i cani. Peccato che se si compie tutto il giro della rotonda, non esiste un solo attraversamento pedonale per i padroni con i cani che vogliano raggiungere l’area, se non a proprio rischio e pericolo. Non ci vuole molto per risolvere problemi come questo».