Troppi pullman, il sindaco chiude le strade

TarantoL’inchiesta non è chiusa, la tragica fine di Sara è ancora tinta di giallo. E il turismo dell’orrore non si ferma. Al punto che il sindaco di Avetrana, Mario De Marco, è stato costretto a firmare un’ordinanza per chiudere le strade di accesso alla villa dei Misseri e all’appartamento della famiglia Scazzi. Perché il cuore ferito di un paese di neanche novemila abitanti è proprio racchiuso laggiù, in quei seicento metri che separano le due abitazioni, tra via Deledda e vico Verdi.
C’è ancora tanta gente, per le strade di Avetrana: ragazzi, famiglie, genitori con i bambini in braccio. In tanti scattano foto, poi si dirigono in contrada Mosca, alla cisterna della morte: si affacciano sul nastro steso dalle forze dell’ordine, qualcuno lascia un fiore. E proprio per questa mattina è previsto l’arrivo di un nuovo esercito di «turisti», pullman da Basilicata e Calabria: una gita domenicale per vedere l’orrore da vicino.
Intanto, le indagini vanno avanti e sono approdate a una fase delicata. Domani saranno eseguiti gli accertamenti tecnici irripetibili nella sede di Roma dei carabinieri del Ris, alla presenza dei consulenti della difesa di Sabrina: saranno esaminati il vano batteria del cellulare di Sara, i resti bruciati dei suoi vestiti, il portabagagli della Seat Marbella utilizzata da Michele Misseri per trasportare il cadavere in campagna.
Ma restano altri lati oscuri. A cominciare proprio dall’occultamento del cadavere. Il sospetto è che lo zio abbia avuto almeno un complice, un’ipotesi basata sul convincimento che Michele Misseri non può aver fatto tutto da solo in un arco di tempo così breve. Alle 14,55 l’uomo è nella zona del pozzo, come risulta dal segnale del suo cellulare, ma alle 15,45 è già nei pressi di Avetrana a raccogliere fagiolini: in meno di un’ora Misseri avrebbe dovuto percorrere i sette chilometri che separano il paese dalla campagna, portare la ragazza prima nei pressi del casolare dove avrebbe abusato del cadavere e poi in un altro terreno poco distante; qui avrebbe scavato con un badile (mai trovato) una buca profonda un metro e mezzo, e avrebbe sollevato un enorme masso calando il corpo all’interno e coprendo tutto con pietre e rami secchi. Insomma, i tempi non tornano: per recuperare il cadavere i vigili del fuoco hanno utilizzato un escavatore e ci hanno messo tre ore.
Gli investigatori stanno esaminando tutte le deposizioni raccolte fino a questo momento. A breve scatteranno nuovi interrogatori e sarà sentito nuovamente l’uomo che avrebbe ricevuto una telefonata da Misseri dopo il ritrovamento del cellulare della quindicenne: lo zio assassino avrebbe chiesto aiuto, ma avrebbe ricevuto un secco rifiuto. Nel frattempo, affiorano nuove indiscrezioni sull’interrogatorio dell’agricoltore, che ai magistrati ha raccontato: «Mentre io strangolavo Sara, Sabrina uscì gridando “sta arrivando Mariangela devo frenarla, devo frenarla”», riferendosi all’amica che la doveva raggiungere per andare al mare.