Troppi ricorsi, il Comune corre ai ripari

Il sistema per non pagare le multe fino al primo marzo era molto semplice e, soprattutto, ben noto ai romani. Che fosse valida o meno la contravvenzione bastava inoltrare il ricorso non al giudice di pace, fin troppo solerte a volte, ma al prefetto. E in moltissimi casi (8 su 10 secondo la «vox populi», 1 su 2 secondo la prefettura) non si riceveva risposta in tempo, e cioè entro 180 giorni, con il risultato di avere vinto automaticamente il ricorso causa prescrizione.
Da due mesi la svolta informatica che dovrebbe scongiurare la perdita di consistenti somme di denaro per il Comune. Dal primo marzo infatti è in funzione il Sana (sistema informativo sanzionatorio amministrativo) che dovrebbe evitare in futuro l’evasione totale delle sanzioni da parte del 50 per cento degli automobilisti indisciplinati. In via sperimentale per due mesi, dal primo maggio è diventata prassi obbligatoria per gli uffici della prefettura. «Nel 2006 sono state effettuate 3 milioni di multe nel Comune di Roma - ha spiegato il prefetto Achille Serra -. Di queste 430mila hanno portato a ricorsi al prefetto. Più della metà dei ricorsi, però, non ha avuto risposta con l’effetto di vanificare la sanzione». Da qui l’idea di semplificare e modernizzare il sistema. Il Sana ha un funzionamento molto semplice. Tutti i ricorsi vengono «scannerizzati» e trasformati in file su computer. A questo punto sarà un programma a fissare in automatico la data dell’udienza nel caso in cui la domanda venga accolta. In tal modo tutte le convocazioni saranno entro i termini previsti dalla legge. Viceversa, se la domanda non ha fondamento, i ricorsi respinti finiranno in una sezione apposita. In entrambi i casi, comunque, le richieste saranno valutate dagli impiegati della prefettura.
«Nei due mesi di sperimentazione, marzo e aprile - ha continuato Serra - abbiamo avuto ottimi risultati. Riusciamo adesso a controllare circa 8mila ricorsi a settimana. Tenendoci bassi con i numeri significa che riusciremo a rispondere ad almeno 30mila richieste al mese per un totale di 340mila all’anno». Quasi quanto la cifra totale dei ricorsi, insomma. Anche perché è probabile che molti automobilisti rinunceranno al ricorso sapendo di aver commesso effettivamente l’infrazione. In più il Campidoglio potrà conoscere in tempo reale l’attuale iter di ogni ricorso e via via si arriverà alla progressiva scomparsa dei documenti cartacei sostituiti dal formato elettronico. Eliminata così la lavorazione manuale del documento, l’amministrazione potrà concentrarsi sul merito dei ricorsi. «È un progetto che va in due direzioni - ha precisato l’assessore al Bilancio Marco Causi -. Chiede un maggiore rispetto delle regole al cittadino e garantisce una pubblica amministrazione più efficiente». Per il momento il sistema di automatizzazione sarà relativo solamente alle sanzioni per violazione del codice stradale elevate dai vigili urbani. In futuro, però, sarà esteso anche agli altri organi accertatori. Inoltre il cittadino potrà controllare lo stato della sua pratica direttamente online.