Troppi rom a Milano

Il 18 per cento dei reati commessi a Milano sono opera di cittadini romeni. La stragrande maggioranza di questi delinquenti sono in realtà di etnia rom, cioè zingari con passaporto romeno arrivati in ondate successive soprattutto da quando, in vista dell'adesione di Bucarest all'Unione Europea, due anni fa è stato abolito per loro il visto d'ingresso. Molti dei crimini commessi da questi individui appartengono alla specie più odiosa - omicidi, rapine, istigazione alla prostituzione, sevizie, commercio di bambini, sfacciate occupazioni di stabili come in via Adda, stupri di branco - che suscitano particolare indignazione nei cittadini. Anche se, tecnicamente, molti di questi criminali sono clandestini, in quanto non avendo un contratto di lavoro, in base alla Bossi-Fini non possono ottenere un regolare permesso di soggiorno, nei loro confronti, l'arma dell'espulsione non serve a nulla: quand'anche si arriva a metterli - con costi tutt'altro che irrilevanti - su un aereo diretto in Romania, saltano infatti sul primo autobus e ritornano in Italia.
Ogni tentativo di educazione e di inserimento nella nostra società è finora fallito, perché i rom originari dei Balcani scampati al tentativo di sterminio operato da Hitler sono l'unica etnia europea a non avere la cultura del lavoro nel proprio Dna, e anche quando vengono ospitati e assistiti come (...)