Troppi soldi pubblici su Almodóvar «il Dracula del vampirismo fiscale»

In due anni ha avuto 2,3 milioni dal governo, oltre agli introiti della sua casa di produzione

da Madrid

Oltre al pubblico mondiale, che lo ha consacrato al successo, oltre a Hollywood che gli dato un Oscar nel 2000 per Tutto su mia madre, il regista Pedro Almodóvar deve ringraziare le sovvenzioni statali che piovono generosamente sulla cinematografia spagnola. E in particolare sulla sua. Si sa, qualcuno storce sempre il naso davanti al successo altrui. E pensa a quel Pedro che poco più di vent'anni fa aggiustava i telefoni alla Telefónica e che, ora, invece, è un gradino sotto il geniale Luis Buñuel, fa incetta di premi, benché le sue pellicole spesso inneggino alla trasgressione, sbeffeggino la destra e schiaffeggino il clero. Ma guardiamo i dati: negli ultimi due anni, Almodóvar ha ricevuto 2,3 milioni di euro dal Ministero della Cultura.
Il settimanale conservatore Epoca, qualche tempo fa, gli dedicò una copertina con uno sfottò: «Tutto sui miei soldi, i guadagni milionari di Almodóvar con i soldi pubblici». Ecco, urlarono i detrattori, un altro favore di Zapatero. Ma non è proprio così, perché anche con l'ex premier Aznar, le finanze del regista erano in ottima salute. Sarà quindi un caso se Almodóvar ha appena acquistato nel paseo de Pintor Rosales (centro Madrid siamo sui 10mila euro al metro quadro), un lussuoso appartamento da 3 milioni di euro?
Tuttavia la polemica è alimentata anche da una seria analisi sul cinema spagnolo: nel 2006 il Governo ha elargito 120 milioni di euro a poco più di cento pellicole su un totale delle 352 prodotte. Ma di queste, solo Volver ha ottenuto ottimi incassi in casa e all'estero: quasi 20 milioni di euro in Spagna. Agli altri film, poco sostenuti secondo il settimanale, sono andate le briciole, mentre la torta è andata a lui che è proprietario della casa di produzione El Deseo che è valutata 50 milioni di euro. E allora, tralasciando i suoi innegabili trionfi, «perché Almodóvar riceve anche i fondi pagati dai contribuenti?», scrive il giornalista Enrique de Diego nel libro Los Nuevos Clerigos (I nuovi Guru) e rincara: «Perché io devo sgobbare per pagare le imposte e ingrassare la fortuna di Almodóvar il conte Dracula del vampirismo fiscale?».