«Troppi tagli ci fanno galoppare verso il baratro»

«Ci sentiamo penalizzati a livello nazionale, nonostante siamo l'unica struttura che chiude il bilancio in attivo». Il malumore negli uffici dell'ippodromo dei Fiori a Villanova di Albenga si taglia con il coltello. A scatenare i dissapori, dopo un 2008 che nonostante la crisi ha riscosso importanti risultati e qualche record, la decisione dell'Unire - l'ente nazionale che gestisce le corse dei cavalli - di ridimensionare il calendario delle gare, con una forte incidenza su quello della Riviera ligure di Ponente. Al coro di polemiche si aggiunge anche la voce del consigliere regionale Pietro Oliva (Pdl): «Questa decisione non solo priva il mondo dell'ippica di gare che si terrebbero in una struttura ben curata e gestita, ma crea gravi danni anche sotto il profilo delle presenze turistiche sul territorio». Che un taglio fosse necessario data la crisi è risaputo, concordano anche ad Albenga, ma non si vede perché proprio l'ippodromo ligure debba essere così penalizzato, nonostante con il montepremi più basso d'Italia sia riuscito lo scorso 31 dicembre a staccare la concorrenza. Proprio a San Silvestro, infatti, sui cavalli in corsa alla struttura ligure gli scommettitori di tutta Italia hanno puntato 1 milione 380 mila euro, mentre gli altri ippodromi hanno raggiunto appena il milione. Record non di poco conto per un ippodromo come quello di Albenga, che negli anni è stato oggetto di una forte rivalutazione, ma che deve ancora scontare una fama di struttura provinciale, fortemente dietro rispetto a Milano e Varese. «Eppure - continuano - nei mesi invernali per esempio Albenga si presta decisamente meglio rispetto a Varese, dove il freddo incide in maggior misura e certo non facilita il lavoro dei cavalli, né il terreno può essere nelle migliori condizioni».
Conti alla mano, a quanto previsto dal prospetto di Unire, il taglio di gare ammonterebbe a quota nove per Albenga. Da trentacinque a trenta giornate per il trotto, da sedici a dodici per il galoppo. Il tutto spalmato su quattro mesi di galoppo e sette mesi di trotto, le due tipologie di corse previste insieme con le giornate speciali dedicate alla tris.
L'ippodromo di Albenga, unico in tutta la Liguria, ha compiuto nel 2008 il suo diciassettesimo anno di attività e ha subito nel corso della sua vita numerosi interventi di riqualificazione. Oggi si estende su di un'area di 200 mila mq, di cui 15 mila destinati al pubblico, 6 mila alla pista da corsa, 16 mila a un parcheggio interno e altrettanti alle scuderie, mentre i restanti a zone verdi, aree pic-nic e parcheggi esterni. Per questa struttura il ridimensionamento del calendario di gare su cui è orientato l'Unire si presenta come una vera e propria doccia fredda. Rischiando addirittura di compromettere l'equilibrio economico fino a ora mantenuto, dal momento che meno giornate equivalgono a meno puntate da parte degli scommettitori e quindi a minori introiti per l'ippodromo. «La preoccupazione è che l'intera stagione del galoppo venga compromessa - spiegano -, ma non bisogna dimenticare che è l'unica in tutto il Nord Ovest, visto che a Torino durante i mesi invernali non si svolgono gare». Invece di tagliare dove si spende molto e si guadagna poco, dunque, si fa l'esatto contrario: «Proprio noi che attiriamo le puntate degli scommettitori e conteniamo le spese, veniamo penalizzati invece che premiati». La battaglia è agguerrita.