Troppo caldo, la morte corre alla maratona

da Washington

La morte corre sulla distanza della maratona. Due casi a poche ore di distanza, prima a Chicago poi a Washington, hanno scosso ieri l’America. In entrambi i casi la colpa è stata del caldo e di un tasso di umidità incredibilmente alto. La prima vittima durante la maratona di Chicago, dove domenica c’era l’umidità all'86 per cento e il termometro sopra i 31 gradi.
La vittima è un poliziotto di 35 anni padre di tre bambini. Nella città famosa per il suo vento gelido, dove secondo le statistiche, in ottobre la media della temperatura è sugli 11 gradi, la morte di Chad Schielber, crollato a terra alle 12 e dichiarato morto al suo arrivo in ospedale alle 12.50, ha dell’incredibile.
Mentre i maratoneti falciati dal caldo cadevano come mosche, le ambulanze hanno soccorso 315 persone trasportandone poi 146 in ospedale prive di sensi. Lunedì pomeriggio 25 persone, di cui nove in condizioni gravi, erano ancora ricoverate. Fra i partecipanti c'è chi lamenta la carenza di punti di rifornimento d'acqua. Gli organizzatori ribattono che in vista del caldo inusuale, erano stati aggiunti lungo il percorso 15 autobus forniti di condizionatori d’aria e 205mila razioni d'acqua supplementari.
Il direttore della gara, Carey Pinkowski ha spiegato che già alla vigilia gli organizzatori temevano problemi sia per il caldo che per la scarsità di personale medico. «Verso le 11 del mattino - ha spiegato - lungo tutto il percorso si vedeva gente in difficoltà. Non c'era altra soluzione se non interrompere la corsa». Secondo alcuni testimoni due maratoneti assetati si sono buttati a capofitto a bere l'acqua di una fontanella decorativa ai margini di un giardino privato, altri con i cellulari chiamavano amici e parenti chiedendo loro di portare qualche bottiglia d'acqua.
C’è stato un morto anche a Washington, lungo il percorso della Ten-Miler, una corsa che parte dal Pentagono e si snoda lungo il fiume Potomac e le strade della capitale per poi far ritorno al Dipartimento della Difesa. Anche a Washington la temperatura era di quasi 30 gradi, una manciata di gradi in più della media stagionale, e soprattutto l’umidità era altissima: al 94 per cento. Il nome della vittima non è stato reso noto.