Troppo debole l’Ungheria del basket L’Italia prende un brodino europeo

La notizia non è tanto il sofferto ritorno alla vittoria (75-68) dell'Italia nella palude del girone europeo che comunque ancora non ci condanna, ma la domanda è come abbia fatto questa similnazionale a perdere contro i fantaccini ungheresi nella partita di andata.
Anche ieri sera ci sono state sofferenze, davanti a tribune desolatamente vuote e silenziose, ma era davvero difficile impantanarsi contro avversari che sono partiti perdendo subito sei palloni, che sono andati sotto nel primo quarto (26-12) e hanno tentato di tornare in vita con la zonetta rendendo anemico l'attacco azzurro che, però, dopo un parziale di 5-13(!), con la trovata dei quattro piccoli, ha ritrovato la strada per il canestro tenendosi dieci punti (37-27) all'intervallo.
Sembrava tutto risolto, ma l'Ungheria trovava i tanti punti deboli di una squadra che, per fortuna, si è ribellata con i nuovissimi, tipo Poeta, che sicuramente guida meglio l’Italia di Bulleri, tipo Cinciarini, che ha dato energia quando i magiari erano tornati a 3 punti, tipo Crosariol, chiamato soltanto nella seconda parte della qualificazione, che almeno ha centimetri e qualcosa di buono ha fatto quando Amoroso, il migliore in avvio sul campo dove è stato idolo, è salito di falli ed era al limite fisico.
Avanti di 5 per l'ultimo tempo, ma la malattia ormai diffusa ha fatto sbandare di nuovo la squadra raggiunta a quota 57 con 6'53" da giocare. Qui Recalcati, alla 200ª panchina azzurra, a proposito auguri per i 63 anni che compie oggi, si è superato usando soltanto gente con la rabbia dentro supportata da Crosariol. In un attimo abbiamo trovato il più 10, ma anche quel vantaggio non ha liberato la mente e l'Ungheria è rimasta in gioco fino alla fine. Comunque sia, seconda vittoria che potrebbe riaprire i cancelli se sabato l'Italia vincerà ad Helsinki contro la Finlandia che ieri ha perso 102-90 in Bulgaria, la nostra avversaria di mercoledì prossimo a Torino dove, con tutta probabilità, ci si giocherà tutto, anche la faccia.
Intanto nel basket di club c'è il terremoto della probabile radiazione di Napoli per problemi amministrativi con eventuale ripescaggio di Varese. Siamo nel caos totale e la Nazionale è la figlia di un sistema dove tutti scaricano la colpa sul vicino senza capire che non c'è uno più colpevole degli altri.