Troppo forte il Real, la Lazio è fuori

Al Bernabeu gara senza storia: dopo 15 minuti i madridisti sono già sul 2-0. Biancocelesti ultimi nel girone ed esclusi anche dalla Coppa Uefa

Quindici minuti per salutare l’Europa. Basta uno scorcio di partita perché il Bernabeu diventi il capolinea di Champions per la Lazio. Bella e intraprendente dalla cintola in su,maassolutamente disastrosa in difesa. Per fare l’impresa in casa del Real ci voleva la partita perfetta, come aveva sottolineato Delio Rossi alla vigilia, ma già dall’inizio gli errori dei biancocelesti sono stati tanti. E Van Nistelrooy e compagni hanno colpito senza pietà, cancellando in una sola serata un cammino europeo forse troppo titubante che aveva fatto storcere la bocca agli esigenti tifosi madrileni. Impressionante la striscia degli spagnoli, che vincono consecutivamente in casa da 17 partite e conquistano la seconda fase dalla Champions ininterrottamente dal 1998. La Lazio, invece, non ripete l’impresa già riuscita alla Juventus, all’Inter e alla Roma e con la sconfitta manca anche l’obiettivo minimo di «ripescaggio» in Uefa. Ma probabilmente l’avventura europea era già finita con lo stop interno contro l’Olympiacos.

Nel settore riservato ai circa tremila tifosi laziali c’è uno striscione che fa riferimento alla presenza dell’ex patron Cragnotti in tribuna, mentre i supporter del Real ne dedicano uno a Gabriele Sandri, dimostrando che l’orgoglio ultrà non ha confini nazionali. La Lazio entra in campo con il piglio giusto, masenza capitan Zauri, bloccatosi durante il riscaldamento a causa della contrattura rimediata nell’ultimo allenamento a Madrid. Chissà se il francese Meghni (preferito a Mauri nel ruolo di trequartista) ripenserà a lungo a quel pallone sparato alle stelle sotto porta dopo un ottimoassist di Rocchi. Era il nono minuto e la sfida avrebbe potuto prendere una piega diversa. Invece il palo di Raul su calcio d’angolo di Sneijder è il primo campanello d’allarme per i laziali. Bravissima la squadra di Schuster a far girare il pallone in occasione del primo gol: Robinho costringe Mudingayi al raddoppio di Scaloni e vede più libero Julio Baptista che di interno destro dal limite non dà scampo a Ballotta. La Lazio è stordita e subisce il colpo del ko 120 secondi più tardi: scambio all’altezza della bandierina tra Sneijder e Marcelo, sul cross del brasiliano Ledesma tarda a chiudere su Raul che di testa sigla il 2-0.

Per la squadra di Delio Rossi è notte fonda, anche se De Silvestri arriva in area e viene fermato in extremis da Pepe e Pandev si «mangia» un gol da due passi. Cinico il Real che centra il tris con Robinho in un’azione forse viziata da un fuorigioco di Van Nistelrooy. Delio Rossi gioca la carta Baronio (l’unico in campo nel precedente del 2001) per un confuso Ledesma; i madridisti allentano il ritmo, anche se Ballotta deve superarsi sul tiro di Robben, e la Lazio tira fuori almeno l’orgoglio tanto da ridurre il passivo nel finale con il gol di Pandev - il quarto europeo del macedone - su cross di Rocchi. Quest’ultimo sbaglierà allo scadere un rigore che avrebbe reso ancora meno amara la serata spagnola.

Intanto il tribunale del riesame ha respinto la richiesta di dissequestro degli atti legati al portiere argentino Carrizo presentata dai legali della Lazio. Gli atti erano stati acquisiti dalla Procura di Pinerolo all’anagrafe comunale, dove Carrizo aveva presentato una domanda per ottenere residenza e cittadinanza italiana, condizione necessaria per poterlo schierare in campo.