Troppo rumore, rivolta contro Boss e Ligabue

Gli organizzatori degli eventi: «Siamo a 78 decibel, il limite più basso d’Europa». Atteso il verdetto del tribunale, timori per la sicurezza

Bell’ingratitudine. I residenti di via Dessiè, che hanno ricevuto i biglietti del Comune per il concerto di Vasco Rossi a San Siro il 7 giugno scorso, hanno fatto ricorso al Tar per impedire i prossimi tre concerti: quello che si terrà oggi di Bruce Springsteen e quello di Ligabue previsto per il 4 e il 5 luglio. Con il ricorso al Tar i residenti, che sembra che dei ricorsi ne abbiano fatto uno sport estivo, chiedono la sospensione della delibera di giunta che ha concesso l’autorizzazione per sette concerti allo stadio Meazza, invece dei quattro abituali.
Quest’anno però Palazzo Marino ha riservato un’attenzione particolare a quelle orecchie così sensibili che non possono tollerare che qualche nota giunga ai loro timpani: in collaborazione con Assomusica, infatti, sono stati montati 60 metri di pannelli fonoassorbenti tra il terzo anello e il tetto del Meazza, proprio sul lato di via Dessiè, per un costo complessivo di 400mila euro - a carico degli organizzatori del concerto del Blasco, contro cui proprio l’anno scorso era stato fatto, sempre dal comitato «SanSiro vivibile», un ricorso - che rimarranno in dotazione dello stadio per attutire il rumore, anche in occasione delle partite. Non solo, l’«operazione cortesia» ha previsto anche di regalare i biglietti ai residenti, come è stato fatto con quelli dell’Arena, proprio per farli partecipare alla vita della città che tanto cercano di ostacolare, e di anticipare lo show di oggi alle 20.30. Ancora è stata creata una zona a traffico in prossimità dello stadio, limitando la circolazione e la sosta dei mezzi privati intorno al Meazza: per questo i parcheggi - anche quelli dello stadio - verranno chiusi alle 13. Ma chi avrà il coraggio di dire ai 60mila fan del Boss, che hanno comprato tutti i biglietti il giorno stesso in cui sono stati messi in vendita e che sono accorsi da tutta Italia per non perdersi l’unica tappa italiana del «Magic» tour? Il prefetto dovrà affrontare seri problemi di ordine pubblico, dicono gli organizzatori.
Non sembra per niente spaventato Claudio Trotta della Barley Arts: «Non ho ancora letto il testo del ricorso che è nelle mani dei miei legali, penso di poter dire che c’è una possibilità su un miliardo che domani (oggi, ndr) il concerto non si tenga. Detto ciò penso che al termine della stagione sarà necessario per Assomusica e per Milanoconcerti aprire un discorso più alto: cosa ne è in questo Paese dello stato di diritto e quale è la civiltà in cui vogliono vivere i cittadini di una metropoli? Aggiungo poi che il limite dei 78 decibel è tra i più bassi in Europa». Sconcertato l’assessore al Tempo libero del Comune, Giovanni Terzi: «Non so più che cosa dire. Detto questo si lamentano anche quando ci sono le partite e, addirittura, quando c’è il cardinale Tettamanzi. E come comprare una casa vicino all’autostrada e poi creare un comitato per fare chiudere l’autostrada».