Troppo traffico, vietati i cortei funebri

I parroci scrivono al sindaco: molti cittadini protestano

Michele Perla

Si preoccupano delle anime, ma anche della viabilità. Tanto che, per non intralciare il traffico cittadino, hanno deciso di cambiare le regole dei funerali. Niente più cortei per le vie della città, ma solo benedizioni e preghiere all'interno delle chiese. Una decisione singolare quella presa dai sacerdoti delle parrocchie di Parabiago, che sta già suscitando malumori fra i cittadini. «Ma come - si lamentano davanti al cimitero - ci viene adesso negato perfino di accompagnare i nostri defunti sino all'estrema dimora?». Una decisione assurda. Ma tant'è. Nei giorni scorsi i sette sacerdoti delle parrocchie della città della calzatura, hanno inviato una lettera al sindaco Olindo Garavaglia annunciando i cambiamenti e spiegandone le ragioni, non soltanto di ordine religioso. Pur mantenendo fermi gli orari dei funerali, spiegano che verranno aboliti i cortei, quelli che si snodavano dalla casa del defunto alla chiesa, insieme all'ultimo con destinazione camposanto. Il feretro dovrà essere portato in chiesa mezz'ora prima della funzione religiosa, per consentire ai dolenti soltanto di recitare il rosario. Poi, dopo la Messa e l'estrema benedizione, tutti a casa. Una decisione, secondo i parroci che oltre a restituire dignità al rito funebre, rendendolo meno appariscente, tende ad evitare disagi alla viabilità. Quei disagi che in passato, a loro dire, si sarebbero registrati ad ogni passaggio dei cortei. A dire il vero a Parabiago, come in ogni altro comune italiano, raramente gli automobilisti si lamentano, se costretti a dover attendere qualche minuto per cedere la strada ai defunti.