Il trotto minaccia scioperi ma sarebbe un autogol

Ernesto Cazzaniga*

La scorsa settimana avevamo parlato di spiragli, di luce per l’ippica italiana. Ma attenzione, parlare di spiragli e di luce non significa certo parlare di fine di una crisi annosa, significa invece poter vedere margini di miglioramento e di risalita. Naturalmente tali sensazioni devono essere suffragate dai fatti ed anche questi ci sono. Ad esempio la seconda Tris settimanale pare sia cosa fatta per il prossimo 2 gennaio. Poi c’è tutta una serie di iniziative, con concreta speranza di realizzazione. Vale la pena di ribadire che auspichiamo un 2006 più armonioso, perché quest’anno ci sono stati troppi scontri sociali. Purtroppo c’è il rischio che anche il nuovo anno possa partire all’insegna della polemica fra le categorie. I guidatori hanno indetto per l’inizio dell’anno uno sciopero e sul sito dell’Unagt è stata pubblicata un’esternazione del tipo «nessuno sta facendo niente per evitare questo sciopero». Ovviamente ognuno è libero di esprimere la propria opinione; io stesso la scorsa settimana sottolineavo alcune fra le note meno positive del 2005, però credo nell’invarianza del montepremi, del resto pubblicamente annunciata già da tempo dal segretario Unire Panzironi, alle Aste Anact. Quanto agli scioperi, personalmente ne so qualcosa: ho avuto occasione di guidare la cordata per venticinque lunghi giorni nel 1999 e per cinque nel non lontano 2004. Allora si che lo sciopero poteva e doveva essere definito come un’arma estrema, in quanto non c’era luce, né speranza. Quindi si doveva reagire ad uno stato che avrebbe portato ad una fine precoce del mondo ippico intero. Ora ci sono tanti problemi, ma come tante volte ripetuto c’è la possibilità di poter risolvere i vari problemi del settore, con il dialogo, con il confronto, con la dialettica. Insomma bastano dei correttivi economici e tecnici, non credo sia necessario poter arrivare ad un momento che viene anche questa volta definito estremo e che per me non lo è. Sembrano motivazioni individuali estranee alla necessità collettiva. Dove ci porterebbe questo annunciato sciopero? Meglio dunque non arrampicarci in ipotesi che oltreché scontate sarebbe strumentalizzate e distorte; piuttosto credo sia ragionevole invitare a non inflazionare lo sciopero altrimenti se nei prossimi anni vi sarà bisogno di lottare, la serrata ippica diventerà un’arma poco credibile. In questo momento l’ippica ha necessità di altro, ad esempio rilanciarsi a livello di immagine. Al di là dei grandi risultati in pista che ci sono stati anche nei momenti più bui, i giochi sull’ippica aumenteranno (Quartè, Quintè quasi certamente dopo metà gennaio e nuovo Concorso Totip più avanti) e francamente dopo averne tanto parlato quasi non ci speravamo più. Abbiamo la convinzione che di corse e di cavalli si sentirà parlare più spesso in termini positivi e sereni (anche se ovviamente non mancheranno le solite pratiche distruttive). Ovviamente bisogna avere realismo e buon senso, non possiamo pensare che una Tris pur tanto attesa da noi ippici possa reggere il confronto con una partita dell’Italia ai Mondiali di Germania, ma almeno nell’ippica i tempi sono senz’altro migliorati, soprattutto sotto il profilo della sicurezza dell’ambiente. Ovviamente possono o potranno anche accadere episodi di cronaca, ma il mondo dell’ippica e dei suoi protagonisti è sostanzialmente sano e pulito. In questo mese ci siamo già ampiamente soffermati sulle prospettive per il nuovo anno, anche alla luce dello sciopero annunciato dall’Unagt. Confermiamo la nostra fiducia nella positività del prossimo futuro, e comunque ci sono porte aperte al dialogo anche con gli attuali possibili scioperanti. L’ippica sembra finalmente organizzata meglio e tutto questo credo sia fondamentale per lo sviluppo e l’ampliamento di medi o grandi ruoli imprenditoriali. La speranza del 2006 deve essere mirata e circostanziata: dovrà essere l’anno non solo della risalita, ma anche quello delle soluzioni e delle aspettative realizzate, tecniche ed economiche. Fuori le idee, allora!
* presidente Anact (Associazione nazionale allevatori cavallo trottatore)