Il trotto vuole dividere le casse con il galoppo

Ernesto Cazzaniga*

Siamo ormai alle soglie del 2006, logico quindi pensare al futuro dell’ippica, restando sempre con i piedi per terra, anche perché le battaglie negli ultimi anni sono state tante, forse anche troppe. Ma allo stesso modo c’è un movimento ippico che ha dimostrato a più riprese di essere vivo e vitale e questa considerazione coinvolge tutti: allenatori, guidatori, proprietari, allevatori e stallonieri. Le performance cronometriche di assoluto livello dei trottatori «made in Italy» la dicono lunga: anche sotto l’acqua El Nino ha saputo vincere a Napoli il Premio del Golfo alla media di 1’12“5 davanti a Donadoni Ok in 1’12”8 e Dart Boss in 1’12”9. Insomma, la competitività è sempre più alta e le prestazioni cronometriche sistematicamente più altisonanti. Nel contempo anche nel campo della riproduzione, alcuni rilevanti stazioni di fecondazione, stanno concludendo trattative per l’acquisizione di importanti stalloni: ne deriverà un aumento diretto del tasso di qualità dell’allevamento italiano del trotto. Speriamo si tragga giovamento anche a livello di confronti internazionali, ma questa dovrebbe essere un’altra automatica conseguenza. Dati questi presupposti crediamo sia giusto credere in questa ippica. Questo non vuol dire che tutto procede bene, avrete senz’altro letto, da parte nostra, molte doglianze e qualche polemica, ma soprattutto idee indirizzate all’Unire, proposte di innovazioni, correttivi realistici, che senza perdere d’occhio la situazione comunque ancora difficile, potranno dare giovamento ad una risalita del sistema. Sono argomenti che abbiamo affrontato più volte nel corso dell’annata, parrebbe dunque superfluo e forse anche noioso, per chi ci legge, ritornarvi sopra ancora una volta.
Sta per essere approvato dall’associazione che presiedo il nuovo Piano provvidenze all’allevamento della razza trottatore per il 2006. Vorrei sottolineare come le provvidenze al trotto, si siano subito adeguate a quelle che sono le direttive comunitarie europee: non così purtroppo, sembrerebbe, quelle del galoppo. In ogni caso di provvidenze al trotto si parlerà domani nel Consiglio dell’Anact, dove nel corso della predisposizione dell’intero programma, si valuteranno anche i pro e contro circa l’idea ministeriale di alzare a 6.500 euro il tetto di somme vinte per conseguire il premio aggiunto all’allevatore, limando di mezzo secondo il tempo da conseguire a fini dello stesso. Il Consiglio Anact di domani sarà importante anche perché verrà ufficializzato l’intero programma delle aste, fissando la data delle sessioni qualificate di Settimo Milanese, del Garigliano ed eventuali altre sedi se il Consiglio lo riterrà opportuno. Tutte queste sessioni andranno ad affiancare la sessione selezionata, evento di assoluto livello internazionale, il cui inizio è già stato fissato per domenica 10 settembre in sessione serale.
In poche ma intense ore di dibattito sarà costruito il programma di «mezzo 2006» dell’Allevamento, senza peraltro dimenticare la «querelle» ormai annosa con il galoppo: proprio perché si trascina da ormai troppo tempo, spero proprio che il 2006 porti alla determinazione della separazione delle casse tra trotto e galoppo.
* Presidente Anact (Associazione nazionale allevatori cavallo trottatore)