Trova il convivente ucciso e vede l’assassino fuggire

Ha visto in faccia l’assassino del suo amico. Lo ha incontrato davanti al portone e gli è bastato un istante per capire che Roberto Chiesa, 63 anni, l’uomo con il quale conviveva da un quarto di secolo, era morto. L’omicidio è avvenuto ieri pomeriggio in un appartamento al quinto piano di via Faleria, nel cuore di San Giovanni. Chiesa è stato ucciso nel soggiorno della sua abitazione probabilmente con un colpo alla gola, inferto probabilmente da un giovane romeno.
Il destino ha voluto che fosse proprio Mario, 60 anni, compagno della vittima da oltre venti, a vedere per primo il corpo immerso in un lago di sangue. Era riverso nel soggiorno dell’abitazione, vestito solo da una maglietta e un paio di mutande. Ed è stato sempre il sessantenne ad avvertire per primo i carabinieri e a fornire dettagli utili alle indagini.
Ai militari di piazza Dante e agli uomini del Reparto operativo di via In Selci, avvertiti subito dopo la macabra scoperta con una telefonata al 112, ha raccontato di essersi scontrato mentre stava rincasando, poco dopo le 17, con un immigrato. Un giovane probabilmente romeno sui circa 25 anni, che stava uscendo dal portone dello stabile. Lo sconosciuto trasportava un trolley di colore rosso di proprietà proprio di Mario. «Quando gli ho chiesto di restituirmelo - ha raccontato agli inquirenti coordinati dal colonnello Fernando Nazzaro - è fuggito abbandonando la borsa per terra». La testimonianza del sessantenne è al vaglio degli investigatori, mentre la Scientifica è al lavoro per cercare di rilevare eventuali tracce che possano portare all’assassino.
È verosimile che Chiesa abbia fatto entrare quel giovane nell’appartamento e che quest’ultimo, dopo averlo ucciso, abbia tentato di portare via preziosi e oggetti di valore servendosi del trolley. Le prossime ore saranno comunque decisive per trovare tutte le risposte.
Nel quartiere, intanto, l’omicidio ha suscitato grande stupore. I vicini di Chiesa e i commercianti della zona lo descrivono come una persona discreta e riservata. Stessa opinione hanno tutti del compagno. I due vivevano in via Faleria da oltre sette anni. La loro unione era salda tanto che prima avevano già diviso un altro appartamento, sempre a San Giovanni. Chiesa, che aveva lavorato in passato in un consorzio agrario, era attualmente pensionato proprio come Mario, ex dipendente ministeriale. «Erano due persone sempre cortesi - racconta una inquilina del palazzo - ben vestite e garbate». Maria, un’anziana che vive al secondo piano è incredula. «Che cosa brutta - commenta - Chiesa era un uomo splendido. Entrambi erano due signori, molto discreti e non hanno mai ostentato la loro omosessualità».
Francesco, un altro anziano che conosceva la coppia racconta che i due amavano molto viaggiare e spesso partivano insieme». Sorpresa e addolorata anche la signora Oriana, che lavora nella lavanderia a fianco dello stabile di via Faleria: «Ogni tanto portavano qui i panni da lavare - dice - Due persone splendide e cordiali sempre e con tutti».