Trova l’aggressore su Internet, ma per il giudice non vale

Quel volto gli era rimasto impresso nella mente. Indelebile. Era quello del suo aggressore, uno dei due malviventi che che nel febbraio del 2009 in via Caprera, a Sturla, lo avevano aggredito mentre si trovava con un amico e gli avevano portato via il giaccone e i soldi.
Le minacce lo avevano spaventato moltissimo e aveva temuto che quei due potessero davvero far loro del male.
Passata la paura per l’aggressione quel volto gli era rimasto in testa e quando navigando su Internet un giorno gli si era di nuovo presentato di fronte lo aveva ritrovato. Era un segno del destino. O forse un buon lavoro degli inquirenti che avevano già catturato il complice.
Il ragazzino comunque lo aveva indicato agli inquirenti come proprio aggressore le indagini erano partite e gli investigatori avevano sottoposto le vittime a una doppia prova: ma anche il confronto all’americana aveva inchiodato il rapinatore. La vittima lo aveva indicato nuovamente come autore della rapina.
Ma per il gup Annalisa Giacalone la prova - ovvero il riconoscimento - non è valida e ieri mattina, al termine del rito abbreviato chiesto dal difensore Andrea Ciurlo, ha assolto il giovane.
L’aggressione risale al 21 febbraio 2009, quando due ragazzi, di cui uno armato di coltello e l’altro con un pitbull al guinzaglio, avevano seguito e aggredito una coppia di ragazzini, pretendendo da loro un giaccone e i soldi che avevano in tasca. Per ottenere ciò che volevano avevano minacciato le vittime di aizzare contro di loro il cane. Si erano poi allontanati. A seguito di indagine uno dei due era stato rintracciato dalla polizia e indagato. Il secondo era stato indicato come possibile complice.
Visto e riconosciuto in internet da una delle vittime, era stato incriminato e rinviato a giudizio. Lo stesso pm Francesco Pinto (in sostituzione del collega Luca Scorza Azzarà) ieri ha chiesto al gup l’assoluzione dell’imputato per insufficienza di prove.