Trova la moglie con l’amico: la uccide

Il ragazzo con cui la donna era a letto è scappato e ha chiesto aiuto, ma quando i carabinieri sono arrivati era troppo tardi

«Stamattina l’ho visto girare intorno alla cascina. Si vedeva che aveva qualcosa di anomalo. Ho pensato avesse bevuto: sa come sono questi sudamericani, no? Certo non immaginavo che avesse appena ucciso la sua fidanzata...Sembrava una coppia abbastanza normale. Qualche litigio sì, ma niente di più. Avevo visto anche quel ragazzo che ospitavano da qualche giorno, l’ho notato spesso entrare e uscire di casa. Che brutta storia!».
La gente che abita intorno alla Cascina Baroggi, alla periferia di Gorgonzola, non riesce a darsi pace. Prima di ieri in questo posto - una tranquilla zona di periferia alle porte di Milano e raggiungibile con la linea verde del metrò - tutti ripetono che «non era mai successo niente». Nelle piccole abitazioni ristrutturate in mezzo alla campagna, infatti, vivono perlopiù laboriosi extracomunitari che escono di casa la mattina e rientrano la sera. Ognuno si fa gli affari propri, insomma.
Sarà per questo motivo che ieri mattina nessuno avrebbe sentito nulla, o quasi, quando Freddy Alvaro Sapana Visipe, un clandestino boliviano di 24 anni, in preda alla gelosia, ha ucciso a pugni e percosse - usando anche un’asta portasciugamani - la convivente, coetanea e connazionale, Soraya Marcela Flores Cardoso dopo averla sorpresa in rapporti intimi, nel proprio soggiorno, con il ragazzo che la coppia ospitava, un ecuadoriano di 28 anni.
La tragedia sarebbe avvenuta attorno alle 5.30, cioè quando il giovane boliviano si è svegliato, rendendosi conto solo in quel momento di essersi addormentato sul divano, davanti alla televisione accesa e di aver trascorso lì tutta la notte. Raggiunto il soggiorno, una brutta sorpresa lo attende: la sua donna è avvinghiata all’amico che, da appena tre giorni, avevano accettato in casa, un ecuadoriano.
Appena si accorgono di essere stati scoperti, l’ecuadoriano riesce, in qualche modo, a lasciare l’abitazione. Non è così così per la ragazza. Che, rimasta vittima della furia del fidanzato, viene colpita ripetutamente al volto con pugni e con l’asta di un portasciugamani: il suo ragazzo non smette di picchiarla fino a quando la donna non perde i sensi.
Nel frattempo l’ecuadoriano, forse intuendo che il boliviano è in preda a un raptus omicida, inizia a girare per strada fino a quando non riesce a fermare un passante e, in un italiano stentato, a spiegargli quello che sta accadendo, pregandolo di dare l’allarme ai carabinieri. Troppo tardi: quando alla Cascina Baroggi arrivano i militari della compagnia di Cassano d’Adda, il boliviano sta girovagando, in stato confusionale, attorno alla cascina. Soraya, invece, è in casa. Già morta.
«Ero geloso» ammetterà l’assassino dopo quattro ore d’interrogatorio in Procura, a Milano. Stamattina il pm chiederà al gip la convalida dell’arresto per l’accusa di omicidio volontario aggravato dai futili motivi.