«Trovano lavoro entro tre anni 7 studenti su 10»

Lezioni in lingua dal primo anno oltre una fitta rete di accordi per accompagnare gli studenti nel mondo del lavoro. Questi i tratti salienti della Scuola superiore per mediatori linguistici Carlo Bo che presto potrebbe guardare anche al mondo dell’aviazione. «L’obiettivo è offrire ai piloti e agli addetti del settore la possibilità di ottenere le certificazioni linguistiche previste dalle nuove norme», spiega il direttore della Carlo Bo, Paolo Proietti, preannunciando di essere in contatto con l’Enac.
Professor Proietti, cosa distingue i corsi della Carlo Bo rispetto a una laurea in lingue straniere?
«L’approccio è completamente diverso. Il nostro taglio non è solo umanistico, basato sul testo letterario. I corsi prevedono anche competenze “tecniche” oltre a rudimenti di psicologia della comunicazione fondamentali per il lavoro di mediatore linguistico. Lo stesso approccio alle lingue è differente: prestiamo attenzione al parlato, alla lingua quotidiana dei giornali, alle terminologie settoriali. Insegnamo a interpretare consecutivamente i contenuti che un ospite straniero potrebbe esporre a una «audience», e la traduzione simultanea».
In quanto tempo un laureato trova lavoro?
«Secondo le nostre stime, sette studenti su dieci trovano un impiego stabile in un arco temporale compreso tra uno e tre anni».
É prevista una selezione all’ingresso?
«I nostri corsi sono a numero chiuso. C’è una prova di ammissione per verificare la conoscenza delle lingue al momento dell’inizio delle lezioni. É molto importante perché, fin dal primo anno, sono previsti insegnamenti in lingua. Ecco perché agli studenti che non dimostrano una sufficiente padronanza offriamo la possibilità di seguire dei corsi intensivi a settembre. Ai quali seguono, durante l’anno, alcune ore gratuite di supporto per approfondire la grammatica».
Perché aggiungere corsi di arabo e cinese?
«L’idea è formare professionisti in grado di mediare contenuti necessari nelle realtà quotidiane: un esempio, nel pubblico potrebbe essere lo sportello di interfaccia con gli stranieri presenti in Italia».