Le trovate acchiappavoti di Obama e McCain

L’ultima di Obama: pubblicità elettorale anche nei videogiochi. Il
democratico batte il repubblicano in originalità: da Facebook a
un’applicazione speciale per l’iPhone

Con 150 milioni raccolti nel solo mese di settembre si può fare tutto. Anche comprare 30 minuti di tempo sui giganti della televisione americana. E così, il candidato democratico alla Casa Bianca, Barack Obama, il 29 ottobre non soltanto manderà in onda uno spot elettorale di mezz’ora su Fox, Nbc e Cbs, ma è perfino riuscito con la forza di una pubblicità elettorale e a suon di un milione di dollari per rete televisiva a posticipare un importante incontro di baseball della World Series di ben 15 minuti.

È la prima volta nella storia delle campagne presidenziali degli Stati Uniti che un candidato riesce ad accaparrarsi così ampio spazio sulle televisioni. Nella classifica dell’invasività del messaggio elettorale e dei modi più nuovi, originali e a tratti assurdi per accaparrarsi il voto americano, Barack Obama è sicuramente in testa rispetto al suo rivale repubblicano, John McCain. Come lo è anche nei sondaggi più recenti.

Il senatore dell’Illinois è ovunque. È finito il tempo dei gadget elettorali vecchio stile: magliette, felpe, cappellini, grembiuli da cucina, poster e adesivi. Certo, sui siti ufficiali della campagna repubblicana e di quella democratica si possono acquistare T-shirt a 20 dollari, sono in vendita perfino i gemelli con il logo del senatore democratico, le solite spille con simboli e slogan del repubblicano. Ma è ormai roba d’altri tempi. L’ultima trovata di Obama sta rimbalzando in queste ore su tutti i siti, sui blog, sui giornali d’America e del mondo. I giovani e meno giovani che da dieci Stati chiave - come per esempio l’Ohio e il North Carolina - si connettono a Internet mentre stanno giocando ai videogame con la loro console Xbox 360 saranno strabiliati dal veder comparire nel mondo virtuale del gioco cartelloni pubblicitari con la faccia di Obama che li invita a connettersi subito al suo sito ufficiale. Si tratta di uno strumento già in parte sfruttato da grandi marchi come Coca Cola e Budweiser e mai utilizzato prima da un politico aspirante alla Casa Bianca.

La campagna del 2008 è nata sotto un segno diverso, meno tradizionale. E il democratico lo ha capito prima di McCain, che si sta pian piano adattando, ma con ritardo e lentezza. Lo ricordava poco tempo fa l’amministratore delegato di Google, Eric Schmid, in un’intervista: «Internet ha dato alla campagna di Obama la possibilità di andare oltre i mass media tradizionali».

In un video messo online prima dell’annuncio ufficiale della sua candidatura, il senatore di Chicago aveva detto: «Può accadere soltanto se voi sarete coinvolti, possiamo fare una campagna diversa». Da qui, il massiccio utilizzo dei siti di social network come Twitter, Facebook e Myspace e di YouTube su cui i candidati hanno i rispettivi canali (youtube.com/barackobama.com e youtube.com/johnmccain.com).

Obama ha aperto la strada e McCain ha tentato la rincorsa, ma su Facebook i sostenitori del democratico sono 1,9 milioni, quelli del repubblicano soltanto 550mila e i numeri sono assai più alti per il senatore dell’Illinois anche sugli altri siti simili. La stessa pagina Internet di Obama è una sorta di social network e in meno di un anno gli account aperti sono stati superiori a 500mila e 30mila sono stati gli eventi elettorali organizzati attraverso le reti di visitatori.
Eppure, l’anziano John (ha 72 anni contro i 47 del suo rivale), accusato dalle giovani generazioni di non saper neppure spedire una e-mail e quindi di non essere pronto a fare il presidente, ha studiato per non perdere terreno e tra le assurdità telematiche della campagna un posto d’onore va al suo videogame su Facebook, «Pork invaders», maiali invasori. Obiettivo del gioco è schivare i proiettili sparati da porcellini rosa volanti. È possibile abbattere il nemico colpendolo con «veti», come se si trattasse di un battaglia fiscale al Congresso. A ogni vittima, il giocatore accumula soldi, ovvero recupera il danaro delle proprie tasse. E proprio a questo importante nodo elettorale, Obama dedica un’interessante trovata e stupisce chi visita il suo sito con il «calcolatore per il taglio delle tasse»: è sufficiente inserire il proprio reddito e qualche informazione personale per sapere quanto si risparmierà in tasse in caso di vittoria del candidato democratico, che promette vaste riduzioni agli americani.

Il giovane senatore ha saputo sempre sfruttar bene le decine di miliardi di dollari di differenza rispetto alla campagna del rivale McCain. Ma è anche vero che proprio il sapiente utilizzo di Internet ha dato la possibilità al candidato di far arrivare nelle sue casse non soltanto maxi finanziamenti ma soprattutto il sostanzioso e fondamentale aiuto dei piccoli elettori, scatenati dalla massiccia campagna online.

Un’altra delle trovate acchiappa voti del candidato democratico è stata quella di dare la possibilità ai sostenitori di scaricare dal sito un’applicazione per l’iPhone e l’iPod Touch. È successo durante l’estate. Il software permette agli elettori di trovare con velocità l’indirizzo del quartier generale della campagna democratica più vicino a casa e di avere aggiornamenti in tempo reale su tutti gli ultimi eventi. L’applicazione è anche capace di individuare nella lista dei contatti privati i numeri di amici, conoscenti e parenti che abitano in Stati chiave. L’idea è questa: «Se la zia Margaret vive in Florida e ti sembra indecisa, falle uno squillo e convincila a votare Obama o almeno a scaricare lo stesso software sul suo iPhone».