Trovato con 90 grammi di coca finisce davanti al giudice che lo scarcera il giorno dopo

Trovato con 90 grammi di cocaina, arrestato, e il giorno dopo liberato dal giudice. Subito scarcerato anche il figlio che aveva eluso l’obbligo di dimora e insultato i poliziotti che avevano ammanettato papà. Venerdì 7 ottobre, poco dopo le 22, in via dei Missaglia gli agenti del commissariato Scalo Romana fermano per un controllo Roberto T., un incensurato di 62 anni, e lo trovano con il consistente quantitativo di droga, equivalente a 3/400 dosi, da vendere a 30/40 euro l’una. In totale, spicciolo più spicciolo meno, 30mila euro. Mentre gli agenti perquisiscono la casa dell’uomo, arriva il figlio Simone, pregiudicato, tossicodipendente, sorvegliato speciale con obbligo di dimora: non potrebbe uscire di casa dalle 22 alle 8. Invece è dal padre a inveire contro gli agenti e a minacciarli di morte. Alla fine scattano le manette per entrambi. Così padre e figlio, il giorno dopo si ritrovano davanti al giudice per la convalida dei fermi. Il magistrato legittima l’operato della polizia ma, nonostante 90 grammi di cocaina siano un quantitativo di una certa importanza, lascia libero il padre, con il solo obbligo della firma in commissariato. Stessa decisione per il suo degno rampollo, al quale il magistrato si limita a imporre gli arresti domiciliari, con la possibilità comunque di uscire però, per farsi curare in comunità.