Trovato morto in auto: la maglia attorno al collo e i pantaloni abbassati

L’hanno trovato senza vita, riverso sul sedile di guida della sua autovettura parcheggiata in periferia, seminudo e con «qualcosa» al collo, come un cappio. Quanto basta e avanza per immaginare un crudele rito utilizzato per uccidere la vittima. Poi l’esame del medico legale e della squadra «rilievi» dei carabinieri ha consentito di azzardare una seconda, e forse più probabile, ipotesi: l’uomo si era appartato con una prostituta, si apprestava a un rapporto sessuale quando è stato colto da malore. La donna sarebbe poi fuggita spaventata senza toccare nulla, soldi o altri oggetti di valore, forse perché clandestina o semplicemente per non essere coinvolta.
L’allarme scatta ieri mattina attorno alle 7 quando cominciano a uscire di casa i primi residente di via Bisnati, una stradina all’estrema periferia nord della città. C’è un’Audi A3 ferma in un parcheggio condominiale, un corpo immobile all’interno. Partono così le prime telefonate al 118 e al 112, arrivano medici e carabinieri e cominciano a esaminare il corpo senza vita. Le condizioni in cui viene trovato, pantaloni abbassati e preservativo ancora infilato, lascerebbero pensare a un incontro occasionale, ma potrebbe anche essere una messa in scena. Perché desta non poco allarme quel «laccio» stretto attorno al collo.
La squadra rilievi raccoglie tutte le tracce possibili quindi il corpo viene estratto dalla vettura e messo a disposizione del medico legale. Da una prima ricognizione sul cadavere non vengono trovati segni di arma da fuoco o da taglio e la scatola cranica si presenta priva di fratture. Con grande attenzione il collo viene liberato dal «laccio», scoprendo che si tratta della sua maglietta e non di un cappio. Per di più la pelle appare intatta, nessun livido tipico dello strangolamento. Tutti gli accertamenti confermano l’identità dell’uomo: si tratta di Salvatore C., siciliano di 43 anni, incensurato, trasferitosi a Milano dove fa l’infermiere.
A questo punto si fa strada l’ipotesi meno drammatica: l’uomo sarebbe stato stroncato da un malore durante un rapporto sessuale, come lasciavano pensare le condizioni del corpo. Forse aveva anche progettato qualcosa di «fantasioso» come lo «strangolino», vale a dire la compressione del collo con la maglietta arrotolata, per amplificare il piacere. Ma la mancanza di lividi sulla pelle lascia intuire che il malore sia arrivato prima ancora di iniziare la pratica sessuale. Con ogni probabilità si era appartato con una prostituta, forse straniera, forse clandestina, che quando l’ha visto morire è scappata senza toccare nulla. In tasca alla vittima sono stati infatti trovati soldi, documenti e altri effetti di valore.
La risposta definitiva tuttavia arriverà dall’esame autoptico che dovrà accertare se Salvatore C. soffriva già di qualche tipo di patologia o malformazione e se magari prima di appartarsi con la prostituta abbia anche assunto dosi eccessivi di droghe o alcol che potrebbero poi aver causato il malore mortale. E archiviare finalmente il caso come «morte naturale».