«Un trucco le agevolazioni alle microimprese»

da Milano

«È l’ennesimo trucco». Così Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia di Mestre commenta il nuovo testo sulla semplificazione per le microimprese introdotto in Finanziaria e «il cui unico effetto sarà di scoraggiare gli autonomi a farvi ricorso». «Un esempio - osserva Bortolussi - potrebbe essere rappresentato da un lavoratore autonomo senza dipendenti o familiari a carico con ricavi inferiori ai 30mila euro, che potrà optare per il regime semplificato con un’unica imposta al 20% solo se, prima di fare questa scelta, restituirà all’erario l’Iva detratta sugli acquisti di beni e servizi non ancora utilizzati al momento del cambio di regime fiscale. Veramente un assurdo».
Se invece si tratta di beni strumentali, osserva la Cgia, «l’obbligo attiene a quei beni per i quali non sono ancora trascorsi 4 anni dalla data di acquisto e la restituzione dell’Iva per questo particolare tipo di beni, dovrà avvenire in ragione del 20% dell’imposta sul valore aggiunto pagata, per ogni anno mancante al compimento del quinto anno dalla data di acquisto. Un caso tipo tra le partite Iva può essere quello di restituire l’imposta sul valore aggiunto pagata sulle rimanenze di magazzino».
«Questo ostacolo - conclude Bortolussi - può scoraggiare non poco quei contribuenti con importi significativi da pagare. Si pensi al caso di un autonomo con rimanenze di magazzino pari a 5.000 euro e che abbia acquistato beni strumentali per 10.000 euro nell’anno in corso. Ebbene, per quanto riguarda le rimanenze di magazzino si dovrà restituire tutta l’Iva detratta (1.000 euro che è il 20% di 5.000), mentre per i beni strumentali si restituiranno 1.600 euro (che sono i 4/5 dell’Iva applicata e detratta ai 10.000). Per un totale, quindi, di 2.600 euro».