Con un trucco Prodi resuscita anche la tassa di successione

Si chiamerà «Dichiarazione sul trasferimento a causa di morte»

da Roma

Da oggi scatta la nuova tassa di successione e sulle donazioni. Non si chiama più tassa di successione, ma Romano Prodi ha ugualmente mantenuto la promessa elettorale: il balzello ritorna sotto le mentite spoglie della «Dichiarazione di trasferimento a causa di morte», sottoposta a numerose imposte (di registro, ipotecaria e catastale). Non solo. La franchigia, ovvero il valore sotto il quale non si pagano le imposte, è assai più bassa di quanto aveva promesso il premier: aveva parlato di «patrimoni milionari»; invece la franchigia per i soli immobili si ferma a 250mila euro, il valore di un bilocale di periferia, e solo nel caso si tratti dell’abitazione principale del defunto. Se si tratta di altri beni, la franchigia è di solo 100mila euro.
Alle prime avvisaglie di questa «furbata» del governo, i notai hanno fatto notte perfezionando tutti gli atti possibili. La nuova tassazione si applica infatti a tutte le successioni e donazioni aperte all’entrata in vigore del decreto.
Successioni. Se l’erede è il coniuge e parenti in linea retta, come i figli, sull’abitazione principale del defunto si pagherà una cifra fissa di 168 euro di imposta ipotecaria e altri 168 euro di imposta catastale sui primi 250mila euro di valore. Sul valore eccedente si pagherà il 3% di imposta ipotecaria e l’1% di imposta catastale (il 4% in tutto). Non è poco. Ipotizzando un valore dell’immobile di 500mila euro si pagano, in tutto, 10.336 euro. Sugli altri beni si paga il 4% con una franchigia di 100mila euro. I parenti fino al quarto grado e gli affini fino al terzo grado pagano il 6% senza franchigia (2% di imposta di registro più 3% di ipotecaria più 1% catastale). Gli altri pagano l’8%.
Donazioni. Il trasferimento per donazione della prima casa al coniuge e ai parenti in linea retta è sottoposto alle stesse aliquote delle successioni, ma la franchigia è più bassa (180mila euro anziché 250mila): dunque, fra imposta ipotecaria e di registro si paga il 4%. Gli altri beni diversi dalla prima casa pagano il 4% con franchigia ancora ridotta, pari a 100mila euro. In tutti i casi, anche i precedenti, il valore dell’immobile è quello catastale.
Aziende, azioni, denaro, Bot. Nelle successioni di aziende e partecipazioni non quotate dovrebbe essere considerato il patrimonio netto contabile, sottraendo le passività e non considerando l’avviamento. Nell’attivo ereditario non dovrebbero essere compresi i contanti e i titoli del debito pubblico (Bot, etc). Per le donazioni, la tassazione insiste invece su tutto: immobili, aziende, azioni, obbligazioni, titoli (Bot esclusi) e anche il denaro. I cosiddetti «patti di famiglia», che prevedono il trasferimento intrafamiliare di partecipazioni, aziende e altri beni di famiglia, vengono scoraggiati. Lo stesso trattamento delle donazioni verrà applicato anche ai trust.