«Trucco per recuperare consensi»

da Roma

«La riforma Amato-Ferrero? Più che una legge sull’immigrazione mi sembra una legge elettorale. Lo strumento con cui l’Unione cerca di recuperare i consensi perduti in questi primi mesi di governo». Mario Mauro, europarlamentare di Forza Italia e vicepresidente del Parlamento Europeo, usa toni insolitamente duri per commentare la prima bozza della legge che manderà in pensione la Bossi-Fini.
Onorevole Mauro, cos’è che non digerisce della nuova legge sull’immigrazione che il governo sta mettendo in cantiere?
«Guardi, il riconoscimento del diritto elettorale attivo e passivo per le amministrative praticamente senza condizioni non ha nessun altro significato se non quello di fomentare un consenso a favore del centrosinistra. D’altra parte è stato lo stesso Ferrero ad affermare in passato che la politica dell’immigrazione avrebbe dato all’Unione quel supporto di voti che le manca».
Lei ravvisa la volontà ideologica di archiviare la Bossi-Fini?
«Qui non si colpisce solo la Bossi-Fini. Questa proposta rappresenta anche uno scardinamento della strategia messa a punto faticosamente dal commissario Frattini per tenere in piedi una riflessione sulla questione dell’accesso ai confini dell’Unione Europea. D’altra parte quando l’unica idea è quella di abbattere ciò che c’era prima si fanno dei danni, come sta accadendo a Fioroni con la scuola».
Ritiene che l’Europa bloccherà questa riforma spalanca-frontiere?
«Mi sembra evidente che questa legge metta a repentaglio le norme di Schengen. Non è difficile prevedere l’effetto di una chiamata alle armi per gli immigrati che di fronte a un continente di 27 Paesi faranno presto ad accorgersi che ce n’è uno disponibile a fare da porta di ingresso per l’invasione verso tutti gli altri».
La Amato-Ferrero potrebbe prevedere anche il via libera alla doppia cittadinanza. Cosa ne pensa?
«Mi sembra un’altra perla di uno schema in cui si cerca il consenso dimenticandosi del senso. Sulla cittadinanza si rischiano di fare danni veri. Pensi a un ragazzo che viene in Italia a 12-13 anni, frequenta una scuola islamica tipo quella di Via Quaranta e diventa da lì a poco cittadino italiano senza conoscere una parola della nostra lingua. Guardi, qui l’unico orizzonte è quello di fare un dispetto a chi c’era prima, incamerando non 23mila ma 230mila voti di vantaggio. Da questo punto di vista il mio suggerimento al centrodestra è quello di interrompere ogni discussione e ogni dialogo sulla legge elettorale perché questa è già una legge elettorale punto e basta. Il centrodestra si svegli».