Truffa da 10 milioni con gli 899: 18 arresti

Perquisizioni, sequestri e 18 misure di
custodia cautelare in carcere nei confronti di numerosi indagati
residenti nelle province di Arezzo, Perugia, Ancona, Rimini,
Cesena e Salerno

Firenze - Ammontano a circa 10 milioni di euro i costi telefonici complessivi addebitati in bolletta a ignari abbonati ed emersi nell’inchiesta fiorentina su una truffa con prefissi come l’899, iniziata a febbraio 2007 e che ieri ha portato all’arresto, fra gli altri, del presidente dell’Arezzo calcio, Piero Mancini, che ricopre un ruolo nella Flynet, concessionaria di servizi telefonici.

L'operazione della questura di Firenze Dalle prime ore della mattina di ieri è in corso una vasta operazione condotta dagli investigatori della Questura di Firenze con perquisizioni, sequestri e 18 misure di custodia cautelare in carcere nei confronti di numerosi indagati residenti nelle province di Arezzo, Perugia, Ancona, Rimini, Cesena e Salerno: contestati, a vario titolo, i reati di associazione per delinquere, truffa informatica, installazione di apparecchiature atte ad impedire comunicazioni o conversazioni telefoniche, impedimento ed interruzione illecita di comunicazioni informatiche o telematiche, riciclaggio.

L'attività investigativa L’attività investigativa degli uomini della Squadra Mobile di Firenze, avviata nel febbraio 2007, ha preso spunto da numerose denunce presentate dai cittadini destinatari di bollette telefoniche anomale con traffico diretto verso numerazioni con i prefissi 899-892-0088-166. I proventi della truffa sono i costi telefonici addebitati in bolletta agli ignari abbonati quantificabili complessivamente in circa 10 milioni di euro. Nell’ambito dell’operazione, ad Arezzo sono stati arrestati anche Piero Mancini e Giovanni Cappietti, ritenuti gravemente indiziati per il loro ruolo di responsabilità all’interno della società concessionaria di servizi telefonici denominata Flynet, dei reati di riciclaggio e concorso esterno in associazione per delinquere.