Truffa all’Ue, sequestrati 53 milioni

La procura della Corte dei conti ha chiuso con il sequestro di conti correnti, immobili e terreni per oltre 53 milioni l’indagine contabile nata dall’inchiesta penale su un’associazione per delinquere che truffava la Commissione europea, percependo illecitamente fondi comunitari destinati al settore dell’innovazione tecnologica e della ricerca. Il sequestro è stato eseguito dal Nucleo di polizia tributaria della Gdf nei confronti di una società milanese e di sette persone - tra cui Alberto Savoldelli, professore a contratto del Mip del Politecnico - ritenute responsabili di aver causato un danno patrimoniale dello stesso importo nei confronti dell’Unione Europea.
L’inchiesta penale, coordinata dai pm Grazia Pradella e Tiziana Siciliano, vede 23 persone e tre enti in attesa della richiesta di rinvio a giudizio, indagati a vario titolo per associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata ai danni della Ue. L’indagine era nata alla fine del 2008 da una segnalazione dell’Ufficio Europeo per la Lotta Antifrode (Olaf) relativa a raggruppamenti transnazionali di enti (pubblici e privati) e imprese, beneficiari di finanziamenti erogati direttamente dall’Unione Europea nel settore dell’innovazione tecnologica e della ricerca. Secondo le accuse, gli indagati in sostanza avrebbero chiesto e ottenuto finanziamenti europei per 53 milioni di euro con la predisposizione di 22 progetti fantasma di ricerca sulla sanità, la pubblica amministrazione, la sicurezza stradale e l’università.