Truffa al Comune di Milano: Gdf in quattro banche

Le Fiamme gialle hanno perquisito gli uffici di Deutsche
Bank, Ubs, Jp Morgan, Depfa Bank. Al vaglio degli inquirenti una presunta truffa aggravata ai danni del Comune di Milano nell'ambito dei contratti sui derivati. Dieci gli indagati. La denuncia del consigliere comunale Corritore:<strong> <a href="/a.pic1?ID=271933">&quot;Settanta milioni di euro di commissioni occulte&quot;</a></strong>

Milano - Gli uomini della Guardia di Finanza di Milano hanno perquisito gli uffici milanesi di Deutsche Bank, Ubs, Gp Morgan, e la sede romana di Depfa Bank. L’accusa è truffa aggravata ai danni del Comune di Milano per la stipula di contratti su prodotti derivati. Sulla vicenda nelle scorse settimane era stato a presentato un esposto da parte dell’opposizione del Pd in consiglio comunale ma l’inchiesta della magistratura, a quanto si apprende, sarebbe scattata lo scorso autunno.

Al centro dell’inchiesta Tutto è partito dalla ristrutturazione del debito nei confronti della Cassa depositi e prestiti decisa dal Comune di Milano. Un debito da 1682 milioni di euro. Dagli accertamenti svolti fin qui, anche attraverso rogatorie internazionali, è emersa la particolarità di una procedura molto veloce nella stipula dei contratti, 2 o 3 settimane, massimo un mese, e anche un’altra circostanza importante: il Comune di Milano non era mai stato assistito nel caso da alcun consulente o tecnico esterno. Sembra di capire che l’ente pubblico si era affidato completamente ai suoi interlocutori in relazione a soldi da restituire nel 2035. Al momento però non ci sono formalmente sospetti sui comportamenti dei funzionari comunali che si occuparono della pratica.

Indagati Negli ambienti giudiziari viene data invece per scontata come ormai prossima l’iscrizione al registro degli indagati delle banche come persone giuridiche in relazione alla cosiddetta responsabilità oggettiva per non aver predisposto il modello organizzativo a prevenire la commissione di reati.

"Scommessa" sui tassi Corollario del contratto sul debito, uno swap, cioè una scommessa sui tassi. Oltre un certo livello il Comune di Milano avrebbe pagato le banche, sotto lo stesso livello sarebbero stati gli istituti di credito a versare soldi all’ente pubblico. La scommessa fino ad oggi si è rivelata perdente per il Comune e in sostanza per tutti i cittadini milanesi.

La Corte dei Conti Recentemente anche la Corte dei Conti aveva contestato le operazioni di derivati aperte negli ultimi anni dal Comune. I giudici contabili ponevano all’attenzione del consiglio la loro analisi "al fine di possibili interventi correttivi".

L'aumento del rischio Alcuni consiglieri comunali dell'opposizione dopo aver raccolto e studiato le carte avevano scoperto che erano state pagate commissioni molto alte alle 4 banche con cui era stato fatto il contratto. Non solo. Il Comune continuava ad avviare altre operazioni finanziarie sempre più ardite e complesse, che però stavano e stanno esponendo l’ amministrazione ad un rischio contabile quantificabile nell’ordine delle centinaia di milioni di euro.