La truffa dei falsi progetti finanziati dal ministero del Lavoro

OPERAZIONE L’indagine partita nell’agosto 2008 dai sospetti di un direttore di banca. Sei le persone già arrestate

Progetti di studio per diversi milioni di euro, commissionati dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e finanziati a persone e società inesistenti o che fornivano lavori privi di valore scientifico e giuridico. È la truffa, messa in atto con la connivenza di organi dello Stato, scoperta dagli agenti del Commissariato Tor Carbone, che sono riusciti a individuare la banda composta da oltre 18 persone, di cui 5 non ancora identificate.
Sono 13 gli indagati, tra cui dirigenti del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, promotori finanziari e commercialisti. Sei sono già stati arrestati e una è indagata in stato di arresto. Due tra gli arrestati avevano messo in atto, con le somme ottenute dal Ministero, un’attività usuraia e di ricettazione. Diversi conti correnti con le relative ingenti somme depositate sono stati individuati e successivamente sequestrati.
Le indagini sono iniziate nell’agosto 2008 quando il direttore di una banca della zona si era presentato al commissariato mostrando dei sospetti su un nuovo cliente della filiale. Aveva raccontato di un individuo presentatosi come P.R. che intendeva monetizzare un importo di 358 mila euro depositato sul suo conto tramite bonifico. P.R., dicendo di essere titolare di una società, aveva chiesto anche carte bancomat prepagate per 2500 euro ciascuna per i suoi dipendenti, la possibilità di operare on line e assegni circolari di 10 mila euro ciascuno. Il direttore si è recato al Commissariato di zona portando una copia del documento. Dagli accertamenti è risultato che la carta di identità non era mai stata rilasciata e le generalità fornite inesistenti. Gli investigatori hanno iniziato a indagare. Nella prima fase hanno cercato di dare un volto all’uomo acquisendo immagini relative alla sua presenza nella banca, il rilevamento sul dispositivo «biodigit» dell’impronta digitale, che è risultata essere artificiale. Dopo hanno preso contatti con l’istituto di credito Banca Network dal quale doveva giungere il bonifico: anche qui è apparso il nome di P.R. come intestatario di un conto, aperto con un documento falso. Ma la svolta nelle indagini è stata la scoperta che le somme venivano dal Ministero del Lavoro e Salute e delle Politiche Sociali: la somma era il corrispettivo per un progetto di studio richiesto nell’aprile 2008 dal Ministero stesso attraverso una gara, in cui erano state invitate altre tre società, risultando vincitrice quella di P.R.: il mese dopo il direttore generale del Ministero disponeva per il pagamento della somma. La mancanza della pubblicità della gara, l’affidamento dei lavori ad una società costituita solo pochi giorni prima del bando, priva di sede, personale e organizzazione, l’inesistenza del titolare e la sospetta velocità nei pagamenti hanno indotto gli investigatori ad estendere gli accertamenti. Andando a ritroso nel tempo, hanno individuato altri 10 progetti di studio, per un importo di 3 milioni e 600 mila euro commissionati con la stessa procedura dal Ministero del Lavoro a società inesistenti o comunque prive dei requisiti per l’espletamento dei lavori commissionati facenti capo a prestanomi. I fondi venivano stornati da un conto definito di rotazione, non sottoposto al controllo della Corte dei Conti, e utilizzato per finanziare la competenza italiana nei progetti autorizzati e finanziati dalla Comunità europea.