Truffa delle quote latte, la Procura chiede condanne fino a 8 anni e mezzo

La pena più alta invocata per Alessio Crippa, considerato il «Robin Hood» dei produttori, e 6 anni e mezzo per il suo braccio destro Gialuca Paganelli. Il danno allo Stato è valutato in 100 miiloni

Chiesta la condanna a 8 anni e mezzo di reclusione per Alessio Crippa, il «Robin Hood» dei produttori di latte. Chiesti invece 6 anni e mezzo per Gianluca Paganelli, il suo braccio destro. Sono accusati di peculato e truffa aggravata nell'ambito del processo sul raggiro da circa 100 milioni di euro sugli importi non versati allo Stato a partire dall'aprile 2003 dai produttori legati alle cooperative «La Lombarda» e «La Latteria di Milano» per le quote di latte prodotte in eccedenza rispetto ai limiti fissati dall'Unione europea. Il pm Maurizio Ascione ha inoltre chiesto la confisca di 9 milioni di euro alla Latteria, di un libretto di deposito con 47mila euro, di un appartamento e di un box. Nel processo davanti ai giudici della quarta sezione penale sono coinvolti anche 17 produttori accusati di concorso in truffa. Rispondono del solo raggiro da 100.530.680, 10 euro allo Stato e all'Unione europea in virtù del ruolo ruolo di consiglieri e amministratori rivestito nelle due società, anche se i produttori afferenti erano all'epoca dei fatti almeno 200. Nei confronti di questi imputati il pm ha chiesto pene che variano dai 2 anni e 6 mesi di carcere oltre a 500 euro di multa ai 5 anni e mezzo di carcere. Per 14 di loro la richiesta è di 4 anni e 700 euro di multa. Il pm ha infine chiesto di condannare le due scarl in relazione al decreto legislativo 231 del 2001 che stabilisce la responsabilità in capo alle società per i reati commessi dai propri dipendenti quando non mettono in atto modelli organizzativi utili a impedirli. Ha chiesto quindi di infliggere alla «Lombarda» 450mila euro di sanzione pecuniaria e alla «Latteria», che aveva preso il posto della prima quando la Regione le aveva revocato la qualifica di primo acquirente, altri 254mila. Parlando dei due imputati principali, Crippa e Paganelli arrestati il 4 febbraio 2009, Ascione ha detto al termine della requisitoria che «è evidente che la posizione di Crippa è più esposta, più pesante, più grave di quella di Paganelli. Per questo è giusta una diversa richiesta sanzionatoria». Nel capo di imputazione, il pm spiega che Crippa e Paganelli, infatti, in qualità di rappresentanti legali delle due cooperative, svolgevano il ruolo di agenti della riscossione in materia di prelievo supplementare per conto dell'Agea (Agenzia per le erogazioni in agricoltura) e che quindi erano incaricati di pubblico servizio. Di qui l'accusa di peculato. Il processo proseguirà il 19 maggio per le conclusioni delle parti civili: Agea, Coldiretti, Confagricoltura e un paio di cooperative che si ritengono danneggiate dai concorrenti. Formalmente è ancora parte civile anche la Regione, che però oggi tramite il suo legale ha annunciato l'intenzione di revocare la propria costituzione. La parola passerà alle difese il 16 giugno. Un'altra data è fissata per il 30 giugno.