Truffa dello specchietto in manette tre giovani

La chiamavano la «banda dello specchietto». Accusavano i malcapitati automobilisti che passavano davanti alla loro auto, rigorosamente parcheggiata in seconda fila, di aver rotto lo specchietto della loro macchina. Poi esigevano l’immediato risarcimento del danno. Non era vero, ovviamente, ma quasi sempre il trucco funzionava.
L’altra sera, però, non è andata così. Le vittime della truffa, avvenuta in viale Regina Margherita, erano una coppia di giovani ragazzi che, decisa a non pagare il presunto danno, ha chiamato il 112. A quel punto, la banda è scappata. Ma una gazzella del Nucleo Radiomobile, è riuscita a fermarla, poco dopo, in via Dalmazia, mentre stava attuando una nuova truffa ai danni di una ragazza, da sola, già con cinquanta euro in mano, convinta di aver rotto il fatidico specchietto. A finire in manette sono stati A.C., di venti anni, e L.S. e F.T., entrambe di 17 anni. L’accusa è di truffa aggravata in concorso.
Arrestato il primo, condotte al centro di prima accoglienza di via Virginia Agnelli le due minorenni. La tecnica adottata dalla banda era sempre la stessa, semplice ma efficace: con la loro auto, parcheggiata in doppia fila, attendevano il malcapitato da truffare. Una volta individuato l’automobilista «giusto», uno dei tre colpiva la sua vettura con un pugno o una palla di gomma e dopo averlo fatto fermare, gli mostrava il solito specchietto, naturalmente già rotto, pretendendo il risarcimento del danno. Ben cento euro in contanti. E per chi tentennava nel pagamento si passava immediatamente alle minacce.