Truffa europea: la Finanza indaga su 40 amministratori

(...) del 2009, ci sarebbe un esposto a riguardo di un progetto messo a punto nel Comune di Rapallo. Ciò avrebbe innescato una serie di accertamenti che avrebbero portato la procura genovese a ipotizzare addirittura tre filoni nell’ambito della stessa inchiesta. Gli inquirenti in primo luogo hanno focalizzato l’attenzione due tranche di 15 milioni di euro ciascuna erogati dal Fondo Europeo per lo sviluppo regionale, poi hanno aperto un secondo filone di indagine sulla corresponsione di tangenti a pubblici ufficiali, false fatturazioni su operazioni inesistenti, sponsorizzazioni di una piccola squadra di calcio e consulenze fittizie.
L’ultimo filone di inchiesta riguarderebbe la turbativa d’asta dell’Azienda per i Servizi alla persona «Brignole» per l’affidamento e la gestione del servizio mense e per la gestione di due strutture della stessa azienda. Va precisato che tale azienda non è del Comune di Genova, che non è tra le amministrazioni toccate dall’inchiesta. Ieri i sopralluoghi hanno riguardato Genova (dove è stato perquisito anche lo studio di un noto avvocato amministrativista), Recco, Imperia, Albisola Superiore e Varazze in provincia di Savona. Va segnalata una curiosità. I finanzieri si sono presentati negli uffici di piazza De Ferrari, invece di quelli di via D’Annunzio, dove sono i gruppi consiliari. Quando hanno capito l’errore si sono scusati e se ne sono andati.
Delle due tranche di fondi europei, una fa parte del Fondo Sociale Europeo, l’altra dei Fondi Europei per lo Sviluppo Regionale. Secondo gli inquirenti le assegnazioni agli enti territoriali sono state effettuate attraverso gare che la procura ipotizza turbate. A loro volta gli enti avrebbero indetto gare per la distribuzione dei fondi per lo sviluppo regionale ai soggetti imprenditoriali che fattivamente avrebbero dovuto realizzare i progetti. Anche in questo caso, secondo gli inquirenti, le gare sarebbero state turbate e i soldi sarebbero andati a finanziare corsi di formazione e aggiornamento la cui realizzazione è difficile o impossibile da verificare.
Per quanto riguarda il terzo filone d’indagine, all’attenzione degli inquirenti è un appalto, non ancora aggiudicato, del valore di 8,7 milioni di euro per l’affidamento del servizio mense delle strutture gestite dall’Asp Emanuele Brignole. L’inchiesta della magistratura ha coinvolto uno degli assessori in carica in Regione: Giancarlo Cassini. Intanto il vicepresidente Massimiliano Costa, responsabile del settore formazione racconta: «A quanto abbiamo potuto apprendere in queste prime concitate fasi - spiega Costa - ci sarebbe stato un esposto sul progetto di un Comune, quello di Rapallo, a seguito delle concessione da parte della Regione di fondi che riguardano progetti integrati per lo sviluppo la formazione e il lavoro. Fu un bando relativo allo scorso inverno, ricordo che parteciparono 30 soggetti e furono premiati 25 di loro. Ma non so di più, il mio ufficio e quello del collega Renzo Guccinelli non sono stati perquisiti. Su quelle attribuzioni, atti tecnici da parte della Regione, non risultano peraltro ricorsi di alcun genere».
Due dei consiglieri finiti nell’inchiesta, invece, confermano l’incontro con i finanzieri, ma respingono ogni addebito: si tratta di Nicola Abbundo (Pdl) e Vito Vattuone (Pd). «Sono caduto dalle nuove - dice Abbundo - come consigliere regionale non ho facoltà di gestire in alcun modo la concessione di Fondi europei e la materia dell’indagine riguarda tempi recenti. Il periodo precedente, quello in cui ero assessore alla formazione non è stato considerato. Io comunque ho messo a disposizione il mio ufficio ai finanzieri con la massima tranquillità». Anche dall’ufficio di Vattuone non sarebbero stati requisiti documenti.
Si dice estraneo alle contestazioni e stupito anche l’assessore regionale Giancarlo Cassini: «Ho trovato stamattina (ieri ndr) gli agenti della Polizia Giudiziaria che dovevano fare una perquisizione nel mio ufficio, che poi si è effettivamente svolta. Devo dire che non ho compreso quali siano le mie competenze effettivamente coinvolte nell'indagine. Sono sereno e tranquillo. Mi auguro che l'inchiesta conduca al più presto a un chiarimento positivo». Lo stupore ha coinvolto tutti: Gianni Plinio si lascia andare a una battuta per smorzare la tensione: «Ieri mattina ho ricevuto due raccomandate, ma erano due multe». Mentre il candidato alla Regione per il centrodestra Sandro Biasotti difende l’operato di Abbundo che è stato un suo assessore: a parte qualche goliardata non può aver commesso altro». Tra i progetti coinvolti nell’inchiesta ci sarebbe anche «Action» del Comune di Recco, organizzato tra gli altri da Stefano Bersanetti, recentemente coinvolto da Biasotti («me l’hanno segnalato per le sue capacità») nel gruppo dei dieci saggi che l’aiuteranno a stilare il programma territoriale.
Perquisizioni sono avvenute in contemporanea anche a Sanremo dove gli investigatori del Nucleo Polizia Tributaria si sono presentati negli uffici dell’assessore comunale ai Servizi Sociali e Verde Pubblica Gianni Berrino e del responsabile del Servizio Giardini dello stesso Comune Claudio Littardi. La perquisizione riguarderebbe una richiesta di contributo (poi non concessa) relativa al progetto per la realizzazione «Città giardino».
Tra gli altri progetti al vaglio della magistratura ci sarebbero anche «Pigna mare» finanziato dalla Regione con 8 milioni per la ristrutturazione del lungomare cittadino e «Ville e giardini», finanziato solo per la parte progettazione con 300 mila euro. Tanto Berrino quando Littardi hanno collaborato con i finanzieri, aprendo i propri uffici e dicendosi tranquilli tanto più che il loro progetto non è stato nemmeno finanziato. Alla fine non sarebbero nemmeno stati acquisiti documenti di alcun genere. I finanzieri hanno prelevato invece i documenti di una pratica in Provincia, nell’ufficio del dirigente della Programmazione Economica Tommaso Lamendola. Un’altra visita i finanzieri l’avrebbero svolta alla Camera di Commercio di Imperia. Perquisizioni anche a Varazze dove il vicesindaco Andrea Valle ha raccontato ai giornalisti di Savona news che «una persona della Procura, che i nostri funzionari e dirigenti conoscono da tempo, ha verificato un fascicolo che riguardava una pratica edilizia, nulla a che vedere con i Fondi europei dei quali Varazze deve ricevere un milione e 600 mila euro. Proprio questa mattina, due nostri dirigenti erano in Regione per definire i dettagli tecnici dell’operazione, che ha subito un leggero ritardo, e che sarà affrontata nel prossimo consiglio comunale fissato il prossimo 25 novembre e nemmeno loro ci hanno riferito alcuna notizia di merito». «Piena collaborazione» sarà fornita dalla Regione Liguria alla magistratura per l’inchiesta sui fondi europei. Lo assicurano, in una dichiarazione diffusa in serata, i presidenti della giunta, Claudio Burlando, e del consiglio regionale, Giacomo Ronzitti. «Nella giornata di oggi - affermano Burlando e Ronzitti - ufficiali di polizia giudiziaria hanno effettuato perquisizioni in alcuni uffici regionali acquisendo documentazioni informatiche e cartacee. La Regione fornirà piena collaborazione alla magistratura anche per l’acquisizione di ogni eventuale ulteriore informazione che possa essere utile all’inchiesta che, ci auguriamo, possa giungere ad un rapido chiarimento».