Truffa con l'acqua miracolosa: 4 condanne

Erano accusati di aver venduto a decine e decine di persone bottigliette contenenti il liquido "radiato", panacea di ogni male, a 37 euro l'una. Fra il 2003 e il 2007 incassato un milione di euro

Una truffa da 1 milione di euro, messa a segno attraverso la vendita di bottigliette di acqua miracolosa, panacea per ogni male, compreso il cancro. È quella di cui sono stati ritenuti colpevoli dal Gup di Milano, Mariolina Panasiti, Maria Teresa Gardini, Alessandra Capitello e Cristian Maniero, condannati, con rito abbreviato, rispettivamente a cinque anni e 4 mesi di reclusione; 6 anni e 2 anni (con pena sospesa).

L’imputata alla quale è stata inflitta la pena più severa, la 35enne Alessandra Capitello, avrebbe orchestrato la truffa, facendo credere a decine di vittime di essere in contatto col defunto marito di Maria Teresa Gardini, che era un pranoterapeuta assai stimato dai suoi pazienti. Questi ultimi, convinti dalla Capitello e dalla Gardini che il loro ex pranoterapeuta continuasse ad agire, con le sue virtù terapeutiche, dall’aldilà, si affidavano alla cura miracolosa di un’acqua, definita da chi la commerciava "radiata" e resa magica, nei racconti dei truffatori, dal contatto con un bastone posseduto in vita dal consorte della Gardini.

Tra il 2003 e il 2007, molte decine di persone, afflitte da problemi di varia natura, acquistavano a 37 euro a bottiglietta l’acqua ’radiatà. Un ruolo marginale nella truffa l’avrebbe giocato il 21enne Cristian Maniero, figlio della Gardini, il quale si sarebbe limitato a offrire un aiuto pratico nel mettere in commercio il prodotto. Oggi, il Gup ha riconosciuto a sei parti civili una provvisionale di 15 mila euro a testa, che sarà integrata dal risarcimento che verrà deciso in sede civile. Fatto curioso: a quanto risulta dagli atti dell’indagine, alcune persone, dopo aver bevuto l’acqua, si sarebbero effettivamente sentite meglio. Merito dell’effetto placebo del presunto liquido miracoloso.