La truffa della monnezza: 36 spazzini assenteisti

Per 36 operatori della società partecipata dal Comune di Melito di
Napoli è scattata una denuncia per truffa aggravata ai danni dello
Stato. Motivo: l’ingiustificata assenza dal posto di lavoro in uno dei
centri dell’hinterland partenopeo che più aveva patito l’emergenza rifiuti

di Mario Pepe

Melito di Napoli Chissà cosa facevano per ingannare tutto quel tempo. Il sospetto è che se ne andassero a fare la spesa o si dedicassero alle attività preferite. Fatto sta che per 36 operatori della società partecipata dal Comune di Melito di Napoli è scattata una denuncia per truffa aggravata ai danni dello Stato. Motivo: l’ingiustificata assenza dal posto di lavoro in uno dei centri dell’hinterland partenopeo che, prima dell’avvento al governo di Silvio Berlusconi, maggiormente aveva patito l’emergenza rifiuti. Il sistema escogitato era semplice: i dipendenti timbravano il cartellino alle cinque del mattino, poi andavano via e tornavano il giorno dopo firmando l’uscita.
Risultavano, quindi, presenti al lavoro mentre in realtà erano impegnati in altre cose. Dopo una serie di controlli accurati, i carabinieri di Melito hanno intensificato il controllo sulla Melito Multiservizi, nella quale l’amministrazione guidata dal sindaco Antonio Amente, eletto nell’aprile dello scorso anno alla guida di una serie di liste civiche di centrodestra, ha una partecipazione di maggioranza. E così hanno scoperto che in 36 risultavano sistematicamente assenti dal posto di lavoro. Il blitz dei militari è scattato in via Cupa Piscinola, sede della società. E così hanno potuto accertare la mancata presenza sul luogo di lavoro delle maestranze, facendo scattare immediatamente la denuncia per truffa aggravata ai danni dello Stato.
Da ricordare che poco meno di due mesi fa, il Comune era intervenuto per salvare la Multiservizi che, a causa di un passivo di notevoli proporzioni, causato dall’emergenza rifiuti che aveva triplicato i costi di gestione, rischiava seriamente il fallimento e il licenziamento di 15 dipendenti. Ma il rischio era stato scongiurato con una nuova commessa per l’assegnazione della gestione dei parcheggi che aveva fatto rientrare la crisi. Adesso, la vicenda che vede di nuovo la società partecipata dal Comune al centro delle cronache. Dal primo cittadino, ufficialmente, nessun commento: con ogni probabilità, l’amministrazione attende di conoscere con precisione gli addebiti a carico dei 36 dipendenti per poi, eventualmente, prendere qualche provvedimento. E pensare che Melito è stato uno dei Comuni del Napoletano più colpiti dall’emergenza rifiuti. Al punto che il commissario straordinario era stato costretto ad appendere manifesti in giro per il paese chiedendo ai residenti di ridurre la produzione di spazzatura. Una dichiarazione di impotenza forzata dalla situazione critica in tutta la Campania. Ora però viene il dubbio che nel caso di Melito molti degli spazzini non avessero fatto proprio tutto il possibile per liberare le strade del paese, visto che probabilmente anziché essere in servizio sparivano come fantasmi.
Un altro caso di assenteismo di massa, quindi, in Campania, dopo quello che il 17 marzo scorso aveva portato agli arresti domiciliari 36 persone a Portici, centro dell’area vesuviana. Gli assenteisti uscivano - mentre risultavano presenti - per fare delle compere o per andare a passeggio. Sul caso era intervenuto anche il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta, parlando di «prova di fallimento per Stato, governo, enti locali, sindacati e anche per me».
Resta la consolazione di veder gli assenteisti colti in flagranza, denunciati e, probabilmente, portati in tribunale.