Truffa alla Tav: i rom incassano 300mila euro ma non vanno via

Ville illegali nella zona dove passerà l’Alta Velocità: ora i nomadi per traslocare pretendono case popolari

«Finalmente, ci eravamo rassegnati al fatto che lo Stato avesse gettato la spugna!». Erano increduli l’altra mattina i cittadini di Lucernate di Rho quando hanno visto, protette da poliziotti in tuta mimetica, arrivare le ruspe chiamate a demolire la prima villa abusiva dei rom. Già, perché proprio a Lucernate da anni le istituzioni avevano dato forfait, e la frazione della città della Fiera era diventata terra di conquista dei figli del vento. Che avevano comprato terreni agricoli, costruendovi di notte chalet, case e ville, contando sulla benevolenza della giunta di sinistra, sempre disponibile a chiudere un occhio. Soprattutto coi nomadi. Le denunce dei cittadini avevano però costretto la giunta di Rho a sopralluoghi, contestazioni, verbali e denunce per abuso edilizio. Alle quali gli zingari insediatisi in fondo a via Magenta, al confine con Cornaredo, avevano replicato con richieste di condono edilizio e coi vari ricorsi al Tar. Insomma sfruttando i canali della burocrazia, quella che consente di tenere le bocce ferme per anni, anche a fronte della più palese illegalità.
«Su questi terreni hanno fatto quel che hanno voluto - racconta la gente del posto -; nessuno si azzarda ad avvicinarsi, neppure il postino. E quando ci vanno i carabinieri, ci arrivano in forze. Figurarsi se l’ex sindaco Pessina si preoccupava di loro. Ha contestato gli abusi e si è affidata agli avvocati, aspettando i tempi biblici, così sono passati anni e anni». Ma nel 2006 l’iter relativo all’abusivismo è giunto a conclusione, con la vittoria del Comune. Così sono arrivate le ruspe e i rom abusivi sono stati sgomberati. Ma, anziché essere puniti, il Comune ha pensato bene di «premiarli». Hanno ottenuto nuove case nell’accampamento di via Sesia, costruito per loro con i soldi dei cittadini, con una spesa di circa 700 mila euro, dall’amministrazione di centrosinistra. Quattro famiglie invece, una ventina di persone in tutto resistono ancora nell’accampamento denominato «Campolazzo». Di andarsene non ci pensano proprio, anche perché un paio hanno super ville con giardino e piscina, videosorvegliate e rifinite con accessori non comuni. Ville costruite illegalmente a pochi metri dall’autostrada Milano-Torino, e proprio nella fascia di rispetto di cui ha bisogno la Tav che sta realizzando le infrastrutture per il treno ad alta capacità. Il comune di Rho per la famiglia che risiede sul proprio territorio e quello di Cornaredo per le altre, hanno provato più volte a farle sloggiare ma senza risultato. Ci ha provato anche la società che gestisce la Tav, liquidando ai nomadi una somma che dovrebbe aggirarsi attorno ai 300 mila euro, stando a quel che raccontano in zona. Ma le lussuose ville abusive valgono molto di più e quindi i rom, che gravitano sul territorio di Cornaredo, hanno alzato il prezzo. Oltre ai quattrini presi, pretendono di avere anche una casa popolare per sistemare i loro numerosi nuclei familiari, altrimenti da lì non si muoveranno né ora, né mai.