Truffati col kit «moltiplica-soldi»

Adescavano le vittime su internet. La proposta era allettante: triplicare i propri soldi, ovvero pagare 5mila euro in contanti per averne 15mila, sempre in contanti grazie a un apposito kit che avrebbe dovuto contenere reagenti chimici per «sviluppare» le banconote ma che in realtà, come hanno scoperto i carabinieri, era composto di acqua, schiuma da barba e borotalco.
L’incontro avveniva in un grande albergo. I truffatori si presentavano elegantemente vestiti e mostravano come trattare le banconote. Bastava versare lo speciale liquido in un contenitore, immergervi i fogli - che i truffatori sostenevano essere banconote annerite introdotte furtivamente in Italia - e poi attendere finché avveniva il miracolo: i soldi tornavano alla loro colorazione originale. Un abile gioco di prestigio dei truffatori, che dopo aver «lavato» la banconota nello speciale liquido, nient’altro che acqua e schiuma da barba, scambiavano la banconota annerita, una semplice fotocopia di carta, con una banconota vera, facendo credere all’ingenua vittima che l’operazione era semplice e garantita. Concluso l’affare, la vittima pagava 5mila euro il kit per ripetere l’operazione a casa. Dove però l’ingenuo malcapitato, dopo aver immerso le banconote nel reagente chimico, scopriva di essere stato truffato e di aver ricevuto in cambio nient’altro che maldestre fotocopie di denaro e una bottiglia di acqua saponata.
L’assurda truffa è stata scoperta dai carabinieri della compagnia di Frascati. I militari erano da tempo alla ricerca di una banda che controllava un traffico di stupefacenti nella zona sud est di Roma e dei Castelli. Le indagini hanno portato gli uomini dell’Arma in seguito ad alcuni appostamenti, a individuare un’abitazione. All’interno i carabinieri hanno sorpreso quattro nigeriani, una coppia sposata di 30 e 32 anni e altri due uomini, di 46 e 40 anni.
Nel corso della perquisizione, sia nella casa che nel garage, oltre a trovare la droga, i carabinieri hanno trovato ben 19 chili di marijuana in pani. Oltre alla droga è spuntato fuori il vero tesoro della banda: 40mila fogli di carta nera, fac simile di banconote da 500, 50 euro e 100 dollari. Insomma il materiale per commettere questa truffa del «denaro da lavare», non nuova alla cronaca, e già sperimentata con successo in altre parti d’Italia al punto di essere oggetto di più servizi di Striscia la Notizia. Una sorta di «pacco, doppio pacco e contropaccotto», e se in altri casi le menti erano del Camerun, questa volta sono nigeriane. Un’attività molto fiorente, da notizie avute dai carabinieri, nella quale sono caduti moltissimi ingenui. La stessa banda aveva già sferrato più colpi in quanto il materiale rinvenuto aveva segni di essere stato usato recentemente.
Non ci sono denunce, in quanto i vari truffati si sono forse vergognati di raccontare di essere caduti in una tale trappola, motivo per cui i quattro nigeriani, incensurati, sono stati tradotti a Regina Coeli con la sola accusa di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.