Truffe agli anziani: massima durezza per un reato vergognoso

Egregio direttore, scrivo per attirare l’attenzione su una vera e propria piaga: mi riferisco alle truffe a carico delle persone anziane. Un dramma che coinvolge intere famiglie che per infiniti motivi (non ultimo la comprensibile vergogna delle vittime) matura nel silenzio generale. Qualche giorno fa, il caso ha voluto che vittima di turno dell’ennesima truffa sia stata mia madre. Se un tempo era facile per gli anziani difendersi dai male intenzionati, perché il delinquente si presentava chiedendo semplicemente dei soldi oggi circolano veri e propri «professionisti» distinti, ben vestiti, pronti a raccontare le più svariate storie, rese ancora più credibili dalle capacità attoriali di questi delinquenti. In molti casi questi delinquenti si avvicinano alle persone anziane dicendo di essere degli amici del figlio che ha dei debiti in giro che non riesce da solo ad estinguere e addirittura riescono ad entrare nelle case delle vittime. Inoltre molti truffati non riescono a fare un valido identikit, né a ricordarsi, ovviamente, la targa delle auto usate dai malviventi. Non esito ad affermare che questo tipo di reato sia uno dei più spregevoli che ci possano essere, pari solo a quello commesso dai pedofili: in entrambi i casi, infatti, ciò che viene distrutta e dilaniata è la cosa più importante sulla quale si regge una società civile: la fiducia. Per questo motivo, egregio direttore, per quanti hanno la consapevolezza e la certezza che i soldi persi non li vedranno più chiedo se fosse possibile aprire - attraverso il Giornale - una sottoscrizione, un fondo comune di solidarietà a favore di tutti gli anziani vittime di raggiri (il cui caso, risulti certificato, ovviamente, da regolare denuncia).
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