Truffe e malcostume

Ci mancava solo la nazionale dei figuranti a creare confusione nel pianeta calcio sempre più globalizzato. Soprattutto ora che c'è qualcuno che pare abbia scoperto la formula della bilocazione. Perché se vuoi giocare contro il Togo di Adebayor, il Camerun di Eto'o, oppure se preferisci la Costa d'Avorio di Essien e Drogba, non ci sono problemi. Wilson Raj Perumal, faccendiere indiano trapiantato a Singapore, può alimentare qualsiasi sogno e tirar fuori dal cilindro magico l'impossibile. Ha messo in piedi una vera e propria compagnia teatrale di sosia che si cimenta soprattutto in Bahrain, Qatar, Oman e Kuwait. Basta essere un po' ingenui, per non dire di peggio, e il gioco è fatto.
Perumal si spaccia per agente Fifa, combina partite con le federazioni locali, e intasca petrodollari promettendo di far esibire nel salotto buono degli sceicchi i migliori giocatori dell'Africa nera mentre sono impegnati altrove. In realtà sono soltanto sosia, calciatori di livello mediocre che vengono poi travolti in campo dalle selezioni del medioriente. Il raggiro è andato avanti fino allo scorso 7 settembre, quando il Bahrain ha pubblicato sul suo sito ufficiale la notizia di una clamorosa vittoria sul Togo di Adebayor. I vertici della federcalcio togolese, informati da un internauta, sono letteralmente caduti dalle nuvole, perché ovviamente non avevano organizzato alcuna trasferta a Manama essendo la squadra ufficiale impegnata due giorni prima in Botswana.
Nel giro di qualche giorno la Fifa ha aperto un'inchiesta, parallelamente al fascicolo della procura di Lomé. Gli inquirenti hanno così scoperto l'inganno e le manette sono scattate ai polsi di Bana Tchanile, un allenatore togolese che in passato si era già macchiato di simili mezzucci con alcune nazionali giovanili.
La storia sembrava circoscritta al singolo episodio di Manama. In realtà, su consiglio dell'avvocato, Tchanile ha vuotato il sacco chiamando in causa Perumal, l'ideatore della singolare compagnia di figuranti. Ovviamente il faccendiere indiano ha fatto perdere le proprie tracce (pare che sia in Inghilterra), ma l'indagine si sta allargando a macchia d'olio coinvolgendo altre persone. Dell'organizzazione malavitosa farebbe parte infatti anche l'ex presidentessa della federcalcio dello Zimbabwe Henrietta Rushwaya, che avrebbe combinato con Perumal alcune partite con una fittizia nazionale del suo paese.
In realtà la donna non ha più alcun contatto con il dicastero dello sport di Harare. Nel 2008 è stata licenziata in tronco per atteggiamenti immorali. La signora Rushwaya infatti aveva l'abitudine di introdursi neppure troppo furtivamente nelle camere d'albergo in cui alloggiavano i "Warriors" per consumare notti di sesso bollente con più di un calciatore, in particolar modo con l'attaccante dei Blackburn Rovers Benjani Mwaruwari, il suo preferito. A smascherarle le attività notturne dell’intraprendente presidentessa era stato l'allora selezionatore, il brasiliano Valinhos, insospettitosi per l'arrendevolezza dei suoi ragazzi sul terreno di gioco dopo le notti in ritiro.
L'ingegnoso Perumal avrebbe addirittura compilato un vero e proprio preziario. Per avere il Togo ci vogliono 500mila dollari, la Costa d'Avorio vale 1 milione. Più del doppio il Camerun. Forse perché il sosia di Samuel Eto'o è il meno brocco di tutti.