Truffe, estorsioni e rapine: è allarme sul Litorale

Allarme truffe ed estorsioni sul litorale. L’ultimo episodio è accaduto due giorni fa, vittima un anziano. L’hanno tormentato per giorni: «Dacci i soldi o finisci male». Ma lui, Alessandro G., 70 anni, non cede. Anzi, va in caserma a denunciare la questione ai carabinieri. I militari vogliono vederci chiaro, capire perché due insospettabili 50enni senza alcun precedente penale si accaniscono contro il pensionato. Non fanno in tempo a chiudere le indagini, i militari: sabato sera i due aguzzini tornano alla carica e si presentano davanti la porta di Alessandro con una scusa. Entrati in casa volano prima insulti, poi calci e pugni. Il poveretto, aggredito selvaggiamente, riesce a divincolarsi dalla presa degli energumeni e a fuggire in strada. I malviventi dietro. Attraversato il lungomare di Ostia, con il telefono cellulare il 70enne riesce a contattare il 112. «Aiuto, mi stanno picchiando» le sue parole alla sala operativa. Poi si nasconde in uno stabilimento balneare. Quando i due riescono a scovarlo e raggiungerlo, fortunatamente, è troppo tardi. Sul posto arriva la gazzella dei carabinieri del Lido. Alla vista delle divise i due estorsori si calmano, negando l’evidenza. Ovvero l’aggressione appena messa in atto. Per il momento, in assenza di flagranza, A.C., 48 anni, e I.M., 49 anni, se la cavano con una denuncia per tentata estorsione e lesioni personali. Da chiarire ancora il movente: un debito contratto a tassi d'usura o un vecchio conto da saldare? O una terza ipotesi, la più accreditata: la vittima avrebbe fatto da garante per assegni risultati scoperti, dei pagherò firmati in cambio di soldi ceduti da una gang di strozzini. I carabinieri di Ostia non aggiungono altro. Tempo addietro tocca a due pensionate di Ostia ponente essere aggredite, malmenate e rapinate. Le due vengono avvicinate in strada da due false assistenti sociali: «Vi spetta un aumento di pensione e varie agevolazioni fiscali. Dovete solo riempire qualche modulo» l’escamotage utilizzato per ottenere fiducia. I tesserini, falsi anche quelli, sono la garanzia. All’interno di una casa popolare di via della Paranzella le truffatrici, italiane, ben vestite e dai modi gentili, mettono in atto il loro piano. «Una di loro mi mostra le carte da firmare - spiega una delle due vittime agli agenti del XIII commissariato -, l’altra va in bagno. In realtà la trovo in camera da letto che rovista fra i cassetti del comò. Quando mi vede mi salta addosso facendomi finire a terra. Pochi secondi dopo e sono già per le scale, con soldi e gioielli in mano».