Trulli: «Non penso al podio, ma ci spero»

Anche Jarno Trulli, come Kubica e altri piloti, quest’anno si è messo a dieta ferrea. Un po’ di peso corporeo in meno serve per sistemare meglio la zavorra sulle monoposto. Tirato in volto, il pilota abruzzese, parla in maniera leggermente concitata, come uno che è preso dai morsi della fame. Ma il suo è soprattutto un appetito concentrato sui risultati. Come cronoman, specialista delle qualificazioni, Jarno molte volte si è superato, andando oltre i limiti della sua vettura. Ora invece riconosce anche i meriti della Toyota. «Abbiamo fatto progressi - ha detto Trulli - con una certa costanza. Io miracoli non ne posso fare se non sono assecondato dalla monoposto. Se meccanica e aerodinamica funzionano bene, i risultati arrivano da soli, ovviamente con l’impegno del pilota. Il quarto posto in griglia è merito di tutti. La cosa più bella per me deriva dal fatto di poter lottare con i “grandi”. Nello stesso tempo però non mi faccio illusioni. Non penso al podio, ma ci spero». La svolta decisiva potrebbe arrivare dalla partenza. «È la fase più delicata - ha ammesso l’italiano -. Ma si possono perdere o guadagnare posizioni. Bisogna stare attenti». Attenta deve stare anche la coppia della Ferrari perché i candidati al loro posto a Maranello aumentano. Dopo Alonso arriva Sebastien Vettel, tedesco, il più giovane della F1, ieri straordinario in nona posizione. Indicato da Schumi come suo possibile erede, ha detto: «Se Michael ci mette una buona parola sarei onorato di andare in futuro alla Ferrari».