...allo tsunami

Il suo paesino contava cinquanta capanne, ci abitavano duecento persone. Erano felici. Fino a quella mattina. «Stavo giocando con mio fratello quando improvvisamente ho sentito delle urla. Venivano dalla spiaggia. Ho fatto appena in tempo a girarmi: ho visto un muro d’acqua crollarmi addosso... ». Rizawati abitava in un villaggio di pescatori a sud di Aceh, l'area più vicina all'epicentro del sisma. Non si è salvato nessuno. Tranne lei. Se l’è cavata con un occhio malconcio e qualche sbucciatura sul ginocchio, aggrappata al tronco di una palma divelta che non si fermava più, in mezzo a un mare di cadaveri. Poi ha visto un elicottero e ha cominciato ad agitare le manine. I militari l'hanno caricata a bordo, non è stato difficile, pesava poco e niente. Nessuno sa dov’è finita la piccola Rizawati. E se le basterà una vita per rifarsi una vita.